FORLI'

Malattia professionale, “Cantiere del Pardo” assolto per le lesioni

Finisce in Tribunale la vicenda dell’operaio vittima di una invalidità parziale per la ripetitività dei gesti

di GAVINO CAU

23/07/2018 - 13:11

Malattia professionale, “Cantiere del Pardo” assolto per le lesioni

FORLI'. “Cantiere del Pardo” assolto dall’accusa di lesioni personali gravi per la malattia professionale accertata ad un suo ex dipendente. Secondo il giudice Sonia Serafini l’azienda forlivese del settore della nautica, chiamata in causa con Ruggero Gandolfi, amministratore delegato nel 2012 quando è stato riconosciuta l’invalidità (al 4 per cento) del lavoratore, avrebbe fatto tutto quanto possibile per agevolare il lavoro dei suoi dipendenti in piena sicurezza. Ma la malattia professionale riscontrata, una epicondilite, vale a dire l’infiammazione del gomito con strappo dei nervi dall’articolazione, non era conosciuta come tale nel 2003 quando l’operaio, all’epoca 40enne, ha iniziato a lavorare alla “Cantiere del Pardo”. Solo nel 2008 si è accertato che la patologia era collegata alla ripetitività dei gesti fatti in fabbrica, e solo nel 2011 l’operaio ha accusato fastidi riconducibili alla sua professione. Ad inizio 2012 era entrato in carica come amministratore delegato Gandolfi, motivo per il quale è stato citato in causa proprio lui.

Una sentenza che potrebbe avere ripercussioni anche sulle altre cause per malattie professionali (oltre 80) che sono aperte alla “Cantiere del Pardo”: solo questa, infatti, è arrivata ad essere discussa davanti al giudice per una causa penale. Altro discorso riguarda un eventuale rito civile.

Il dirigente Ruggero Gandolfi, difeso dall’avvocato Giuseppe Mazzini, è stato assolto con formula piena, perché il fatto non sussiste. Lui era entrato in azienda solo nella parte finale dell’evoluzione della malattia, maturata in quasi un decennio, ma soprattutto è riuscito a dimostrare, anche attraverso testimoni, che l’azienda si era adoperata per garantire al meglio la sicurezza dei suoi lavoratori, con documenti sui rischi dell’attività, finanche a filmare i dipendenti in alcune ore di attività per cercare eventuali correttivi al lavoro per evitare problematiche di salute. Insomma, secondo il giudice tutto quello che si poteva fare era stato fatto, impossibile ravvisare una colpa specifica, elemento fondamentale per portare avanti la causa per lesioni personali gravi, aggravate dalla ipotetica violazione delle normative sulla sicurezza sul lavoro e dal fatto di aver procurato un’invalidità al lavoratore. L’operaio era stato assunto nel 2003, quando ancora non si conosceva da cosa fosse provocata la patologia, tanto che l’Inail non la riconosceva come malattia professionale. Solo nel 2008 c’è stato il collegamento possibile con i ripetuti movimenti di chi, come anche alla “Del Pardo”, usa martelli, seghetti e quanto altro per lavorare all’interno delle barche. Nel 2011 l’operaio aveva accusato i primi dolori e nel 2012 gli era stata riconosciuta la malattia professionale. Ora per Ruggero Gandolfi è arrivata l’assoluzione.

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