FORLIMPOPOLI

Premi Marietta ad honorem agli “ambasciatori dell’Italia”

Scelti la celebre stamperia Pascucci di Gambettola fondata 190 anni fa e Stefania Barzini, che con suoi libri ha diffuso nel mondo la cucina tricolore

di MARIA TERESA IN DELLICATI

25/06/2018 - 11:51

Premi Marietta ad honorem agli “ambasciatori dell’Italia”

FORLIMPOPOLI. “Ambasciatori dell’Italia nel mondo”: potrebbe essere questa la motivazione “ufficiosa” dell’assegnazione dei Premi Marietta ad honorem, che sono stati consegnati ieri sera in uno degli appuntamenti più attesi della Festa artusiana.

I prescelti

L’azienda Pascucci di Gambettola da oltre 190 anni porta, infatti, ovunque sul pianeta le stampe con i colori e i disegni della Romagna, mentre Stefania Aphel Barzini diffonde da un paese all’altro, con i suoi libri ma anche con le sue mani di “cuoca di casa”, la conoscenza della “vera” cucina italiana. Accomunati da questi tratti, la scrittrice romana e i fratelli Giuseppe e Riccardo, addirittura la sesta generazione della famiglia Pascucci, si sono incontrati quindi sotto l’egida di Artusi, e della sua Marietta, la fedele cuoca - governante del primo gastronauta italiano, sempre pronta a tradurre in pratica le ricette che Pellegrino raccoglieva e riportava dai suoi ricordi e dalle sue esperienze sul campo.

Il legame con Pellegrino

«I Pascucci elaborarono uno dei loghi alle origini di Casa Artusi, mentre Barzini a Forlimpopoli ha presentato ben due dei suoi libri: i premiati di quest’anno hanno quindi legami “storici” con la città artusiana – rimarcano Laila Tentoni, vicepresidente di Casa Artusi e l’assessore Adriano Bonetti – tanto che anche i Lions di Forlì-Cesena hanno deciso di festeggiare il proprio centenario partecipando al “Marietta” e coinvolgendo i premiati nelle loro future attività». Barzini, con il suo lavoro per “Gambero rosso”, con la sua opera di diffusione della cultura italiana del cibo negli Stati Uniti, ha dato un contributo importante anche alla comprensione di come la tradizione alimentare abbia rappresentato, più ancora della lingua, un elemento identitario per le comunità italiane emigrate e presenti all’estero, fino alla situazione odierna, in cui chef italiane sono le star negli Stati Uniti di seguitissimi programmi televisivi e nelle grandi città i ristoranti più amati e di tendenza portano il marchio del nostro paese.

Attenzione, poi, quando qualche regista come Woody Allen o Ryan Murphy girano alcuni dei loro film in Italia: in una scena al ristorante potrebbe capitare infatti di vedere inquadrati, a decorare grembiuli o tovaglie sui tavoli, i colori e i disegni proprio della Bottega Pascucci, scelta come simbolo per antonomasia della gaiezza e dell’eleganza della buona tavola italiana. Del resto, da quanto riporta “Franco Maria Ricci” questa è una delle 20 botteghe in tutto il mondo ad avere una tradizione storica familiare del genere: una autentica eccellenza e un fiore all’occhiello dell’imprenditoria del nostro territorio.

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