FORLI'

«L’insegnamento principale, Ruffilli ce lo ha dato con la sua vita»

Il capo dello Stato a Forlì per ricordare il senatore forlivese ucciso nel 1988 dalle Brigate Rosse. Accolto per le vie del centro da migliaia di studenti e cittadini

di Foto Fabio Blaco

16/04/2018 - 18:13

Il presidente Sergio Mattarella davanti al teatro Diego Fabbri

FORLI'. «L’insegnamento principale, Roberto Ruffilli ce lo ha dato con la sua vita, limpida, generosa, rivolta verso gli altri, contro la quale in quel giorno di 30 anni fa e tuttora rimane sconcertante il contrasto con l’efferatezza belluina dei terroristi». E ancora: «Roberto Ruffilli era una persona di cui era difficile non avvertire il fascino, per l'acuta intelligenza, per la trasparenza della sua persona, per la grande elegante ironia con cui si esprimeva sovente. Riversava in concreto nell'insegnamento e nell'impegno nelle istituzioni quanto studiava. E' stato davvero esemplare mantenendo sempre al centro del suo insegnamento la democrazia e la Costituzione». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella  ha fatto visita questa mattina a Forlì nel trentennale dell'uccisione del senatore della Democrazia cristiana Roberto Ruffilli, giustiziato dalle Brigate Rosse nella sua casa di Corso Diaz 116 il 16 aprile del 1988. Qui il capo dello Stato è salito ieri mattina e ha deposto una corona a ricordo, ha visitato le stanze dove il senatore forlivese viveva e dove fu ucciso, quindi gli ha intitolato la piazzetta sottostante davanti alla chiesa di Sant'Antonio in Ravaldino. 

Da qui è partita poi la passeggiata del presidente durata una ventina di minuti fra due ali di folla, soprattutto scolari e studenti delle scuole forlivesi con le quali il presidente ha scambiato molti sorrisi, strette di mano, ma anche autografi e persino un selfie con alcune intraprendenti maestre della scuola cattolica Clelia Merloni.

Giunto al teatro Diego Fabbri  accolto da una platea di sindaci, autorità e ancora molti studenti, ha ascoltato l'intervento del sindaco Davide Drei, della studentessa del liceo classico Martina De Rosa centrato sul concetto di cittadinanza come patto fra il cittadino e lo stato, e la prolusione del professor Massimo Cacciari sull'idea di riforma secondo Roberto Ruffilli. Un intervento che non ha celato critiche all'attualità politica italiana: <Riforma non significa, come una confusa vulgata quotidiana ci ha abituato a credere, vaga e generica innovazione o una qualche sorta di rottamazione dell'antico. Significa avere un'idea di una forma>. Un'idea concreta a cui si giunge attraverso la <trasformazione, non un dilettantesco cambiamento>.

Il capo dello Stato nel suo ricordo di Roberto Ruffilli ha voluto sottolineare appunto la centralità del cittadino nell'azione politica vera e propria. Secondo il disegno della nostra Costituzione la vita politica non si esaurisce nelle attività del Parlamento, del Governo, delle Regioni dei Comuni. Tutti questi ne costituiscono il punto di raccordo, ma la vita politica si svolge in tante altre manifestazioni o luoghi e punti di incontro.Tutto concorre a perseguire e definire gli interessi generali del nostro paese quindi la sua vita politica. E tutto questo esprime il dinamismo della nostra Repubblica, la vivacità della nostra democrazia».

Il presidente si è quindi trasferito a Meldola per incontrare i ricercatori dell'Isrt e posare la prima pietra della nuova farmacia oncologica legata all'istituto di ricerca e cura dei tumori.

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