FORLI'

Corso Mazzini, decine di chiusure: petizione dei cittadini in Comune

Presentata a gennaio, ieri se ne è discusso per la prima volta in commissione. Sarà la giunta a dover dare risposta entro 30 giorni

di LAURA GIORGI

27/03/2018 - 12:46

Corso Mazzini, decine di chiusure: petizione dei cittadini in Comune

FORLI'. Sono una trentina le vetrine vuote sui due lati di corso Mazzini che si contano da piazza Saffi a Porta San Pietro. Alcuni dei cartelli incollati ai vetri sono recenti, qualcuno lascia messaggi malinconici, addii di chi sembra averci provato fino all’ultimo e poi ha mollato: «Ringrazio tutti i miei clienti e i miei colleghi di Corso Mazzini. A tutti auguro buona vita!”. Alle 18 del pomeriggio a dire il vero il corso, in cui convivono botteghe storiche ed etniche, non sembra una strada completamente morta. Sofferente sì però, per quelle vetrine vuote, per il degrado della galleria, il punto certamente più critico della via, per i muri scrostati e quei tratti di vecchio linoleum sul pavimento che non migliorano il quadro.

La petizione

A gennaio scorso alcuni cittadini avevano depositato in Comune una petizione con 414 firme. L’assessore al centro storico Marco Ravaioli all’epoca disse di non saperne nulla. Ieri quel documento è approdato in commissione consigliare. La lista dei desiderata dei cittadini è lunga. «Piccole cose che certo non cambieranno le sorti complesse del centro storico – ammette una delle firmatarie e promotrici, Diana Mugnai titolare di un negozio di ottica a metà del corso –. Ma da qualche parte occorre cominciare. Ovviamente siamo disponibili a incontri per entrare più nello specifico e nel caso anche a modificare alcune delle nostre richieste. L’importante è che si trovino soluzioni, perché se il centro soffre, corso Mazzini soffre più di altre zone».

Richieste e risposte

Al primo punto c’è l’applicazione di un’ordinanza di epoca balzaniana per multare chi non tiene in condizioni decorose le vetrine sfitte. «Abbiamo fatto multe l’anno scorso e sono stato contestato – dice l’assessore Ravaioli – ma continuiamo a farle. A volte, però, qualche proprietario preferisce pagare la sanzione piuttosto che pulire». I cittadini chiedono poi sgravi fiscali sull’Imu a chi affitta a canone calmierato gli spazi commerciali. Si chiede il ripristino della sicurezza sulle strade del quartiere, attraverso la presenza con passaggi a piedi dei vigili urbani e qui l’assessore garantisce che le prossime assunzioni estive da parte del Corpo unico di Pm verranno destinate anche alla zona. Poi fioriere, panchine, illuminazione led (è in corso il progetto di riqualificazione dell’illuminazione pubblica ad opera di Hera su tutto il centro). Si richiedono poi «supporto economico ai titolari di esercizi commerciali per attività di addobbo, arredo urbano e occupazione temporanea di suolo pubblico». E ancora: la creazione di una pista ciclabile che però determinerebbe la cancellazione dei posti auto della sosta sul alto dei portici, e l’installazione di griglie per il posteggio di biciclette. Inoltre il ripristino dei punti bus in piazza Saffi, ma qui l’assessore fa sapere che il terminal in piazza ormai è cosa vecchia e il nuovo Piano di mobilità sostenibile in via di definizione non prevede un passo indietro in questo senso, prevede piuttosto l’istituzione di linee di transito verso il centro con mezzi più piccoli ed elettrici. Più vigilanza e multe per i padroni di cani che fanno fare agli animali i loro bisogni lungo la via senza raccogliere. Rispetto ai varchi appena attivati e alla Ztl nella petizione si lamentava già a gennaio «ambiguità della segnaletica». L’assessore risponde che a fronte dell’accensione dei varchi di Mercurio a breve sarà posta sulle telecamere al secondo anello più esterno una ulteriore cartellonistica che spiega come quelle telecamere funzionino solo ai fini statistici e di sicurezza.

Trenta giorni alla giunta

Il rappresentante esterno in quota Movimento 5 Stelle presente in commissione ha chiesto che la petizione venga discussa in consiglio comunale, e questa era effettivamente la volontà espressa dallo stesso gruppo consigliare, ma la decisione della presidenza di commissione è stata quella di bypassare il Consiglio rimettendo direttamente in capo alla giunta l’impegno a rispondere alle singole istanze proposte dai cittadini entro i prossimi 30 giorni.

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