FORLI'

Vaccini obbligatori, ancora 1.076 bimbi e ragazzi non in regola

Tante sono le raccomandate inviate dall’Ausl per sollecitare le famiglie dei nati dal 2001 al 2016 che devono completare l’iter vaccinale secondo i nuovi obblighi

di LAURA GIORGI

22/03/2018 - 11:30

Vaccini obbligatori, ancora 1.076 bimbi e ragazzi non in regola

FORLI'. Al 13 marzo scorso, vale a dire tre giorni dopo la scadenza del termine per mettersi in regola con i vaccini in base alle disposizioni della nuova legge sugli obblighi, in ambito forlivese erano 1.076 le raccomandate di sollecito spedite dall’Ausl alle famiglie di altrettanti bambini e ragazzi dai 2 ai 16 anni non ancora del tutto in regola con le vaccinazioni. A questa cifra manca ancora il dato rispetto ai nati nel 2017 sui quali le procedure di controllo stanno partendo adesso.

La copertura vaccinale attuale

I dati regionali diffusi a febbraio scorso rispetto alle percentuali di copertura vaccinale conseguenti all’introduzione dell’obbligo di legge, dall’Emilia Romagna anticipato con l’obbligatorietà per i bimbi frequentanti gli asili, parlavano chiaramente di un incremento dopo anni di progressivo calo. A fine 2017, per i nati nel 2016 in provincia di Forlì il tasso di copertura delle vecchie “obbligatorie” (difterite, tetano, poliomelite ed epatite B) era risalito al 96,4%. Ma il quadro non è completo tenuto conto solo di queste. «Rispetto alle vaccinazioni per rosolia, morbillo e parotite (all’epoca ancora facoltative, ndr), nel territorio forlivese al 31 luglio 2017 cioè prima dell’entrata in vigore della legge 119 – spiega la dottoressa Anna Maria Baldoni, responsabile della Pediatria di comunità dell’Ausl forlivese – la copertura era dell’89,68% per i nati nel 2013, 87,98% per i nati nel 2014, 89,77% per i nati nel 2015. Aggiornata al 20 marzo di quest’anno, la percentuale è cresciuta al 94,43% per i nati nel 2013, 92,25% per i nati nel 2014, 94,38% per i nati nel 2015». Quindi con un evidente incremento dell’adesione alla vaccinazione per queste tre malattie i cui vaccini sono divenuti nel frattempo obbligatori, «ancora sotto all’obiettivo regionale/nazionale che è pari al 95%».

Vaccinazioni incomplete

In adempimento alla nuova normativa, non più solo regionale, ma anche nazionale, l’Ausl aveva quindi cominciato nei mesi scorsi tutto il lavoro di avviso alle famiglie. Di prassi la prima comunicazione avviene per lettera, sia per i bambini appena nati, le cui famiglie avviano quindi il percorso, che per i più grandi, fino a 16 anni, perché anche per loro la legge ha aggiunto nuove vaccinazioni. Per chi non si è presentato al primo richiamo, ne scatta uno più formale via raccomandata per fissare un colloquio nel corso del quale la famiglia può procedere alla vaccinazione del figlio immediatamente. Qualora anche in questa sede la vaccinazione non avvenga, o la famiglia non si presenti nemmeno, scatta una ulteriore raccomandata di invito perentorio alla vaccinazione. Fino al 13 marzo scorso le raccomandate inviate erano 1.076, di cui 328 per bimbi in età da asilo nido o scuola d’infanzia, ovvero nati dal 2012 al 2016, e 748 per ragazzi nati dal 2001 al 2011. Per lo più si tratta di “inviti al colloquio”, 194 nella fascia di età dei più piccoli e 603 in quella dei ragazzi fino a 16 anni. Ma in quasi 300 casi si tratta dell’ultimo “livello di avvertimento” ovvero di inviti perentori alla vaccinazione per chi non abbia ancora ottemperato, in tutto o in parte: 134 le raccomandate per i bimbi più piccoli e 1.745 per i ragazzi più grandi. «Da questo conteggio sono esclusi i nati nel 2017, per i quali stiamo programmando ora le verifiche avendo dovuto concentrarci sulle annate precedenti – spiega ancora Anna Maria Baldoni –. È importante specificare, che comunque chi ha ricevuto la raccomandata, può aver avviato il recupero delle vaccinazioni, però risulta ancora inadempiente in una delle 9 vaccinazioni obbligatorie, nel senso che questo dato non è da leggere come coloro che non si sono mai presentati o che siano completamente non vaccinati, semplicemente non sono ancora del tutto in regola».

La campagna dei critici

Intanto anche a Forlì è partita la campagna dei genitori critici sull’obbligo dei vaccini e per la libera scelta, che si sono costituiti nel comitato “Libero per tutti”. La campagna si intitola “Se esiste un rischio deve esserci una scelta” ed è visibile già su alcuni grandi manifesti affissi in alcuni punti della città che riportano «dati che provengono dai rapporti sulle reazioni avverse ai vaccini dell'Agenzia Italiana del Farmaco, l’organo incaricato dallo Stato per osservare e vigilare anche su di esse – spiega lo stesso comitato –. Per i soli vaccini ora resi obbligatori, in 3 anni (2014-2016 riporta il manifesto, ndr) le segnalazioni sono state 10.651, di cui 1.312 gravi».

Corriere Romagna (©) - 2018 P.Iva 00357860402
logo w3c