FORLI'

P3 ed eolico in Sardegna: assolti Fornari e Porcellini

L'imprenditore e il commercialista forlivesi scagionati dalle accuse di far parte dell'associazione segreta per condizionare anche gli appalti

P3 ed eolico in Sardegna: assolti Fornari e Porcellini

FORLI'. Assolti, con varie formule, dalle accuse che li vedevano imputati nel processo della cosiddetta P3. La nona sezione penale del Tribunale di Roma ha scagionato ieri i due forlivesi coinvolti nel procedimento, l’imprenditore Alessandro Fornari e il commercialista Fabio Porcellini. La fine di un incubo giudiziario durato otto anni. Per loro, difesi dall’avvocato forlivese Giovanni Principato e dal legale di Roma Antonio Fiorella, i pm romani Rodolfo Sabelli e Mario Palazzi avevano chiesto una condanna di 2 anni per Fornari, e di 18 mesi per Porcellini, visto che la posizione a loro contestata era in relazione a episodi minori.

Il processo, infatti, ipotizzava per i 18 imputati di far parte di un comitato d’affari segreto che puntava ad influenzare e condizionare gli organi costituzionali. Molte le condanne.

Innocenti

In tutto sono state otto le condanne. I giudici hanno condannato a sei anni e sei mesi il faccendiere Flavio Carboni, a quattro anni e nove mesi Arcangelo Martino; Denis Verdini, ex senatore di Forza Italia, è stato assolto dall’accusa di far parte dell’associazione, ma condannato a un anno e tre mesi per il solo finanziamento illecito al partito; 10 mesi per diffamazione e violenza privata per l’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino; due anni all’ex presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, per il reato di abuso d’ufficio. Per le altre posizioni i giudici hanno riconosciuto una serie di prescrizioni tra cui quella dell’ex governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci. I due forlivesi Fornari e Porcellini dovevano rispondere della violazione della Legge Anselmi sulle società segrete e di altri illeciti societari per aver distratto soldi da investire nell’eolico in Sardegna, sfruttando i presunti agganci e la presunta capacità di influenzare gli appalti dei componenti della P3.

La decisione dei giudici romani ha riconosciuto l’esistenza di un’associazione segreta, utilizzata, sempre secondo l’accusa, per finanziare parlamentari del Pdl, avvicinare magistrati, pagare funzionari pubblici, indirizzare le nomine per accaparrarsi gli appalti in Sardegna. Allo stesso tempo ha scagionato imprenditore e commercialista forlivesi che pensavano solo a un investimento vantaggioso.

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