L'ETERNO RITORNO

La famiglia Mussolini denuncia Rai, sindaco di Predappio e Anpi

Per le riprese fatte all'interno della cripta del cimitero di Predappio «senza autorizzazione»

13/12/2017 - 10:34

La famiglia Mussolini denuncia Rai, sindaco di Predappio e Anpi

FORLI'. Per spiegare il progetto di creazione del museo del totalitarismo e del fascismo nella ex Casa del fascio di Predappio, la trasmissione mattutina di RaiTre agorà ha intervistato il sindaco Giorgio Frassineti e il presidente provinciale dell’Anpi Miro Gori, contrario allo stesso progetto, all’interno della cripta Mussolini nel cimitero di Predappio, meta ogni anno di migliaia di nostalgici devoti al duce. Dalla cripta è andata in onda la diretta della trasmissione un paio di mattine fa, con la troupe, e i due ospiti in piedi davanti alle tombe. Una scelta che ha fatto parecchio arrabbiare le eredi. Prima Alessandra Mussolini, figlia di Romano Mussolini, ha postato sul proprio profilo Facebook un video di denuncia: «Parlassero davanti ai vivi e non davanti ai morti. A questa grave e violenta provocazione sapremo rispondere come famiglia». La parlamentare contesta il fatto che la cripta sia privata, è della famiglia Mussolini, all’interno della quale sono seppelliti tutti i parenti deceduti e non solo quello più noto, perciò parla di violazione e insulto operato sia dall’emittente televisiva pubblica che da chi ha partecipato alle riprese. Per pare sua l’altra nipote, Edda Negri Mussolini, figlia dell’ultimogenita dello stesso Benito, Anna Maria ha fatto sapere sempre via social network che «La famiglia Mussolini ha dato mandato ai propri legali per agire nei confronti della Rai, del presidente dell’Anpi Forlì-Cesena, Miro Gori, e del sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, a seguito della trasmissione Agorà di Rai3 andata in onda questa mattina (lunedì, ndr), che ha svolto riprese ed interviste all’interno della Cripta Mussolini senza alcuna autorizzazione. Risponderanno in tribunale di questa gravissima provocazione». Ha poi aggiunto: «Ho sempre detto e continuerò a ripeterlo ci vuole rispetto dei luoghi sacri, delle persone morte e vive. In questo caso non vi è stato rispetto per nessuno. Una provocazione che in questo momento così delicato, poteva essere evitata».

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