ASSEMBLEA

Credito di Romagna, nuovo socio di Hong Kong

L'investitore, richiesto da Bankitalia dopo la rimozione dei vertici dell'istituto, controllerà la banca locale erogando decine di milioni

Credito di Romagna, nuovo socio di Hong Kong

FORLI'. Tempo un mese e il gruppo di Hong Kong Sc Lowy, fondato nel 2009, diventerà il socio di controllo del Credito di Romagna Spa. L’operazione, approvata sabato scorso dall’assemblea straordinaria degli azionisti, permetterà un flusso di denaro nel capitale dell’istituto di credito fondato nel 2004 da Giovanni Mercadini, di poco inferiore ai cento milioni di euro.

Con l’ingresso del colosso finanziario si completa l’iter che aveva preso il via nel luglio 2016 con l’applicazione al Credito di Romagna da parte di Bankitalia, primo e unico caso finora in Italia, del cosiddetto “removal”, contemplato dalla legge per prevenire la crisi delle banche e che imponeva: discontinuità aziendale, ingresso con ruolo di controllo di un nuovo investitore, rimozione del cda e del collegio sindacale e la nomina di un nuovo consiglio. Quest’ultimo, indicato dall’autorità di vigilanza insieme al nuovo collegio sindacale, è ora composto dal presidente Massimo Versari, con Daniele Discepolo, Luca Mazzara, Gianfranco Buschini, Gianmarco Zanchetta, Enrico Montanari e Andrea D'Ovidio. «L’individuazione, non facile, di un investitore solido – ricorda proprio Versari – era la nostra priorità e, una volta raggiunta, crediamo che l’istituto uscirà dalla situazione di crisi che stava vivendo nell’ultimo periodo entrando in una nuova fase di stabilità».

«Sc Lowy – prosegue il presidente, da sette mesi alla guida di una realtà che conta 11 filiali, 150 dipendenti e diverse migliaia di clienti tra imprese e privati – ha già fatto un piano industriale di cinque anni, programmando l’aumento del numero delle filiali e nuove assunzioni. L’investitore è stato attratto dalla dinamicità del territorio romagnolo, che presenta buone prospettive di crescita, e anche dalla qualità del personale, giovane e motivato, che è riuscito a salvaguardare il nome della banca che attualmente vanta 900 milioni di raccolta totale e 470 di impieghi, in prevalenza a sostegno dell’economia locale e delle famiglie. E questo rapporto diretto col cliente resterà una nostra priorità». L’esito dell’assemblea è stato comunicato a Bankitalia che, insieme alla Bce, dovranno approvare l’operazione. Al momento del nulla osta Sc Lowy provvederà subito all’aumento di capitale.

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