Mercoledì 22 Novembre 2017 | 19:31

APPELLO DELL'ASAPS

«Gli anziani ancora alla guida non devono essere un pericolo»

Giordano Biserni dopo l'incidente di Castrocaro: «Nella fascia tra 80 e 85 anni termini più restrittivi per rilascio e rinnovo delle patenti»

«Gli anziani ancora alla guida non devono essere un pericolo»

L'auto dell'investimento (Foto FABIO BLACO)

CASTROCARO TERME. «Probabilmente scateneremo molte polemiche e siamo consci che si tratti di un terreno minato. Come Asaps ci siamo sempre occupati principalmente di stragi del sabato sera ma credo sia arrivato il momento di non rimandare più la questione degli anziani alla guida. Non devono essere episodi tragici a scuotere le coscienze, noi ci battiamo già da un po' di tempo per rivedere i termini per il rilascio o il rinnovo delle patenti a persone anziane ed in modo particolare nella fascia d'età tra gli 80 e gli 85 anni».

L’allarme

A gettare il sasso nello stagno, come sua abitudine, all’indomani dell’incidente nel quale ha perso la vita la 31enne castrocarese Elisa Mercuri, travolta da un 83enne alla guida di una 500 vecchio modello il giorno di Ognissanti e il cui decesso è stato ufficializzato ieri dall’ospedale “Bufalini”, è Giordano Biserni, presidente dell’Associazione nazionale sostenitori amici Polizia stradale che ha sede a Forlì. «Occorreranno verifiche più approfondite e puntuali da parte dei medici che rilasciano certificazioni sulle condizioni psicofisiche degli anziani – ribadisce Biserni –. In tutto questo giocherà un ruolo chiave la famiglia, sono i parenti che devono fare squadra con i medici perché riescono a capire meglio quali sono le reali condizioni in cui versa l'anziano in possesso di patente di guida. Credo che questo passaggio sia moralmente doveroso perché non sono solo vista e l'udito a fare la differenza, come banalmente si crede, ma anche le condizioni psicologiche e la reattività degli interessati sono importantissime».

Gli interrogativi

Dall’inizio dell’anno ammonta a 24 il numero degli incidenti stradali mortali all'interno dei confini della provincia di Forlì-Cesena e 13 quelli avvenuti su suolo forlivese, compreso quello avvenuto mercoledì a Castrocaro. «Per chi si occupa di sicurezza stradale da decenni questo episodio non può che rappresentare una amara sconfitta – riprende Biserni –. La morte sulla strada è sempre assurda e incomprensibile, ma quando a perdere la vita è una ragazza di 31 anni che in una mattinata assolata semplicemente passeggia sul lato giusto della strada e viene travolta alle spalle da una vecchia Fiat 500 condotta da un anziano 83enne, il quale neppure si ferma nell’immediatezza perché non si rende conto esattamente di quello che è successo, tutto diventa incomprensibile e ingiusto. E su quell’asfalto, che conosciamo, sotto quel sole rimane l’ombra di tante domande per le quali non abbiamo una pronta risposta».

Bilancio tragico

Con Elisa Mercuri salgono a 26 le vittime di incidenti stradali solo nel 2017; di queste 2 tra i 18 e i 30 anni, 13 quelle dai 30 ai 65 anni mentre 11 i decessi oltre i 65 anni. Non solo, di queste 26 vittime 12 sono conducenti o trasportati di veicoli, 3 i ciclisti, 4 i pedoni e 8 i motociclisti. Asaps probabilmente non chiederà di essere parte civile nel possibile processo per l'incidente in cui la vita di Elisa Mercuri è stata spezzata, come invece è accaduto in altre situazioni. «Solitamente quando lo abbiamo fatto si trattava di casi legati principalmente all'abuso di alcol o sostanze stupefacenti da parte di chi si trovava alla guida – conclude Biserni –. Io non conosco la segnaletica orizzontale presente sul luogo dell'incidente, ma dopo i rilievi delle forze dell'ordine saranno le autorità competenti a stabilire se ci sono gli estremi o le condizioni prefigurate dalle legge per parlare di omicidio stradale».

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