IL CASO

Gettoni capigruppo, il Comune "scarica"il segretario. Deciderà la Corte dei Conti

Il Municipio ribadisce che Lia Piraccini inviò le lettere di ingiunzione ai consiglieri dopo «una propria autonoma valutazione e senza chiedere pareri alle autorità competenti»

Gettoni capigruppo, il Comune "scarica"il segretario. Deciderà la Corte dei Conti

Lia Piraccini: per due anni sarà in aspettativa

FORLI'. E, alla fine, nell’intricato caso dei rimborsi chiesti ai consiglieri comunali per le riunioni dei capigruppo e per quelle dell’ufficio di presidenza, a pagare per tutti potrebbe essere il segretario generale Lia Piraccini, che nei giorni scorsi ha chiesto e ottenuto l’aspettativa di due anni per motivi familiari, che aveva inviato le famose lettere di ingiunzione che avevano scatenato il polverone. Missive spedite dopo che il consiglio con la sua delibera aveva, di fatto, resi illegittimi quegli emolumenti.

Presa di distanza

E il Comune, come già affermato in una riunione dei capigruppo dal vice sindaco Lubiano Montaguti, ribadisce che «il procedimento di recupero dei gettoni avviato dal segretario generale è scaturito da una propria autonoma valutazione – si legge in una nota del Municipio – non supportata dalla richiesta di pareri specifici alle autorità competenti né condiviso con questa amministrazione comunale».

Documenti a Bologna

A questo punto, avuta la notizia che alcuni ex consiglieri hanno già presentato ricorso contro la richiesta di restituire quanto percepito, al lordo delle somme per con una retroattività di dieci anni, il Comune «per conformare pienamente l'azione amministrativa al rispetto della normativa di legge applicabile, e per prevenire altresì l'insorgere di contenziosi non preceduti da una completa disamina di tutti i profili applicativi, trasmetterà la segnalazione alla Procura Generale della Corte dei Conti di Bologna». Il tutto in accordo con la linea procedimentale indicata dal vice segretario generale avvocato Michele Pini, che è subentrato come facente funzioni alla Piraccini. La segnalazione alla Corte conterrà la documentazione, «comprensiva degli atti regolamentari comunali, dei provvedimenti di liquidazione dei gettoni assunti dai dirigenti competenti e delle note di messa in mora con diffida ad adempiere trasmesse ai consiglieri per la restituzione delle somme percepite».

Primi effetti

«Con l'invio della segnalazione alla Corte – ricorda il Comune – sarà sospeso il termine di 120 giorni per provvedere al rimborso. Ciò non preclude la possibilità per i singoli consiglieri di procedere alla restituzione della somma intimata anche anticipatamente rispetto alle possibili decisioni della Corte. L'Amministrazione, nel sospendere il procedimento di recupero delle somme, si rimetterà all'esito dell'istruttoria della Corte dei Conti. In via cautelativa non si darà corso alla liquidazione dei gettoni per il periodo del 2017 antecedente alla modifica regolamentare approvata dal consiglio».

LASCIA IL TUO COMMENTO >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 2500

Corriere Romagna (©) - 2017