Sabato 10 Dicembre 2016 | 02:05

INDAGINE PARTITA NEL 2009

Inchiesta Acer, dieci rinviati a giudizio

Imputati per peculato, abuso in atti d'ufficio, associazione a delinquere

Inchiesta Acer, dieci rinviati a giudizio

Il sostituto procuratore Filippo Santangelo

FORLÌ. Dieci persone rinviate a giudizio per associazione a delinquere, abuso d’ufficio e peculato nell’indagine della procura di Forlì su Acer, l’Azienda casa dell’Emilia-Romagna. Il giudice per le indagini preliminari Alessandro Trinci lo ha deciso accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Filippo Santangelo che ora segue il fascicolo. Il processo si terrà il prossimo 1° dicembre.

 

Il caso. Nel mirino il vecchio consiglio di amministrazione di Acer, nel periodo tra il 2004 e il 2009, oltre ad un imprenditore e un architetto. Dalla prima denuncia del 2009, gli sviluppi del lavoro della procura, inizialmente condotto dai pm Fabio Di Vizio e Marco Forte, portò a ipotizzare nei bilanci dal 2004 al 2009 spese ritenute non congrue con l’attività dell’ente per un danno di quasi 1,9 milioni. Cene, ospitalità, organizzazione e partecipazione a eventi promozionali, viaggi all’estero, consulenze e prestazioni professionali affidate a esterni, investimenti finanziari. Proprio dalla perdita di 500mila euro investiti e svaniti nel collasso della Lehman Brothers del settembre 2008, unitamente alla testimonianza di un imprenditore che denunciava di essere stato “fatto fuori” dagli appalti Acer perchè aveva smesso di far parte di un Consorzio (Image), creato da Acer per la gestione dei lavori, erano partite le indagini della Procura di Forlì: dapprima anche coi Carabinieri del Reparto Operativo di Forlì, poi in completa autonomia dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Forlì.

Il metodo. Chiunque avesse voluto partecipare a lavori per conto dell’Acer era costretto - secondo l’ipotesi accusatoria - a partecipare alla società consortile “Image” versando un corrispettivo del 7 per cento dei lavori fatturati (il 5 per cento nel 2008) a titolo di servizi. Dal 2004 al 2008, la società consortile aveva così ottenuto circa 610mila euro di cui solo 440mila sarebbero stati versati all’Acer, mentre la differenza di 170mila sarebbe andata a vantaggio dei funzionari pubblici.

A processo. Indagati sono, per abuso d’ufficio e peculato, i componenti dell’ex cda di Acer, guidato allora da Ellero Morgagni, e di quello di “Image”, composti da personaggi sia forlivesi sia cesenati, oltre a un ingegnere e un imprenditore. Con Morgagni figurano i nomi di Giorgio Guerneri, Paolo Bergonzoni, Roberto Padovani, Roberto Santolini, Gabriele Borghetti, Francesca Pirini, Maurizio Menghi, Marcello Casadei e Sergio Lorenzi. A capo di tutto quindi l’utilizzo di soldi pubblici per fini estranei all’attività dell’Azienda di proprietà totale degli enti territoriali della Provincia di Forlì-Cesena, destinata a riscuotere l’introito dei canoni di locazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica ed a gestire l’attività di manutenzione dei medesimi alloggi. Durante il procedimento davanti al gip Trinci, la “pattuglia” degli avvocati difensori - composta da Giordano Anconelli, Marco Martines, Giovanni Ghini, Emanuele Andreucci, Giangiacomo Pezzano, Silvia Zoli, Carlotta Mattei, Lorena Poggi, Pier Ugo Maltoni, Monica Rughi, Marco Bevitori e Fabrizio Briganti - ha cercato di dimostrare l'inutilità di un rinvio a giudizio per inconsistenza delle accuse. Non c’è stata nessuna costituzione di parte civile, solo i Comuni di Forlì e Cesena si presentano come parte offesa.

 

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