Martedì 17 Ottobre 2017 | 20:51

ALLERTA SANITARIA

Conigli infetti, scattano di nuovo catture e polemiche

Permane il rischio sanitario per un focolaio di mixomatosi, non pericolosa per l'uomo. M5S: «Basta stermini, toglieteli e portateli altrove»

Conigli infetti, scattano di nuovo catture e polemiche

FORLI'. Torna l’emergenza conigli al Parco urbano, Comune e Ausl hanno deciso di intervenire di nuovo e in fretta. Sui cancelli del Parco Franco Agosto i cartelli segnalano già la zona come “infetta”, la prima ordinanza del sindaco che la classifica come tale e vieta di far uscire animali da lì, oltre che di abbandonarne, è del 2012. A fine marzo scorso la giunta comunale ha predisposto lo stanziamento di 13.500 euro per il nuovo intervento di “bonifica”. «Abbiamo di nuovo raggiunto il limite di guardia – spiega il responsabile del servizio veterinario Rodingo Usberti –. Oggi si stima che nel parco viva una popolazione 2000/3000 conigli e la malattia è sempre presente nonostante un intervento analogo di un paio di anni fa, e dopo quello del 2012. Purtroppo la mixomatosi si è poi evoluta, se prima serviva la zanzara per trasmetterla, ora gli animali se la trasmettono fra loro durante l’accoppiamento o con i morsi. Le situazioni di alta conflittualità fra loro, e di stress dovuto in certe stagioni alla mancanza di cibo acuiscono la predisposizione a contrarre la malattia che, ricordo, non è trasmissibile ad altri animali né all’uomo».

Come procederà dunque l’Ausl insieme al Comune? «A breve cominceremo le catture e invieremo gli animali al centro zooprofilattico per analizzarli e vedere in che percentuale è diffusa la malattia. Dopodiché dovremo decidere il da farsi. Non ci sarà uno sterminio, come forse qualcuno già paventa, è vero che gli animali ammalati andranno purtroppo abbattuti, ma non dobbiamo considerare che tutti lo siano. Dobbiamo verificare e separare i sani dagli ammalati, tanto più che altre colonie di conigli, frutto sempre di abbandoni, si stano costituendo anche in altre aree verdi della città».

L’abbattimento della quota di animali ammalati, oltre che traumatica che per chi nutra una coscienza più animalista, non risolverà comunque il problema. Specie se non cesserà la cattiva abitudine di alcuni cittadini ad abbandonare i loro conigli da compagnia quando se ne stancano. L’ordinanza prevede che gli animali sani vengano portati in un’area circoscritta, detta “dei frutti perduti”. «La creazione di un’area recintata è l’unico modo per poterli controllare, due anni fa ne sterilizzammo circa 200, ma poi ne sono arrivati e nati molti altri – spiega ancora l’Ausl –. La presenza del coniglio del parco piace ai bambini che è giusto mantengano questo rapporto con gli animali, ma così come sono ora, diffusi su 34 ettari, ci rende impossibile monitorarne con continuità lo stato di salute. Circoscrivere la loro presenza a un’area garantirebbe anche una migliore salute per gli stessi animali . Occorre che la proposta venga accolta dal Comune e anche dal gestore» conclude Usberti.

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