CONTROLLI

I "furbetti" degli assegni sociali

Denunciati otto stranieri. Percepivano l'erogazione, ma non vivevano più in Italia. Altri dieci sanzionati. Danno allo Stato per quasi 130mila euro

I "furbetti" degli assegni sociali

Il colonnello Luca Politi (Foto FABIO BLACO)

FORLÌ. Ricevevano l’assegno sociale dall’Inps, ma l’Italia per loro era ormai una terra lontana, non il luogo in cui vivere. Otto stranieri sono stati denunciati penalmente per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato; altri dieci sono stati sanzionati amministrativamente. Somme incassate senza averne diritto per un valore di quasi 130mila euro. Sono stati scoperti grazie ai controlli “a campione” dei Carabinieri e della Direzione provinciale dell’Inps. Su circa 50 verifiche eseguite 18, quindi, sono risultate pratiche illecite, segnale di un fenomeno preoccupante, che porterà a controllare tutti i 330 stranieri della provincia di Forlì-Cesena che beneficiano del contributo erogato mensilmente (fino a 448 euro) dall’Inps per quei soggetti che si trovano in condizioni economiche disagiate. C’è, ad esempio, la donna di nazionalità argentino-svizzera che ha incassato 21.300 euro, ma che a Gatteo Mare, dove dovrebbe risiedere, non vedono da 4 anni, e poi marocchini, ucraini, albanesi, dell’ex Jugoslavia, denunciati per aver percepito illegittimamente dall’Inps 110mila euro. Gli altri dieci sono stati sanzionati perché il danno allo Stato era inferiore al limite di 4mila euro.

L’assegno sociale è erogato a persone, italiane o straniere, in difficoltà economiche. Per averne diritto devo esserci precise condizioni: età superiore a 65 anni e 7 mesi, situazione di bisogno economico, essere cittadini italiani o stranieri con residenza in Italia o titolari di permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo, nonché avere residenza effettiva, stabile e continuativa, per almeno dieci anni sul territorio.

Proprio quest’ultimo requisito è stato facilmente contestato dai Carabinieri e dall’Inps: infatti, le persone denunciate e sanzionate risultavano lontane dall’Italia da almeno 30 giorni; per alcuni l’assenza era di anni. In Italia c’erano parenti o addirittura nessun congiunto. Una carenza che ha fatto scattare la sospensione dell’erogazione. Ora l’Inps ha attivato le pratiche per il recupero delle somme illegittimamente percepite. Cosa non facile perché i beneficiari sono all’estero.

Elogio del sindaco Lucchi

Il sindaco di Cesena Paolo Lucchi si è subito congratulato con i Carabinieri provinciali. «Si tratta di un segno importante d’attenzione che va in una direzione - quella del rispetto delle regole, per tutti - che i cittadini pretendono a buon diritto di vedersi garantita. Il positivo esito dell’indagine contribuirà senza dubbio a rinsaldare quel rapporto istituzioni/cittadini che parte proprio dalla consapevolezza di essere parte di uno Stato in grado di punire coloro che non rispettano norme oggi fondamentali, come quelle che regolano le prestazioni economiche erogate in favore dei cittadini che si trovano in condizioni economiche particolarmente disagiate».

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