IL MAGO DELLE MOTO

E' morto a 93 anni Primo Zanzani

Nativo di San Martino in Strada si è spento sabato a Pesaro. I suoi bolidi vinsero ovunque

di GAETANO FOGGETTI

06/02/2017 - 12:58

E' morto a 93 anni Primo Zanzani

FORLI'. E’ morto sabato sera, all’età di 93 anni, Primo Zanzani, nativo del quartiere di San Martino in Strada e diventato uno dei costruttori di moto conosciuto dagli addetti ai lavori di tutto il mondo. Con i bolidi che ha assemblato nelle sue officine, prima a Forlì e poi a Pesaro - dove si è trasferito mettendo su famiglia - hanno vinto intere generazioni di centauri. «Se ne è andato un autentico amico e un vero mago delle motociclette», ricorda Genunzio Silvagni, che lo conobbe nel 1954 all’età di 18 anni quando gli fornì una mitica Laverda 75, marchio di cui era concessionario a Forlì.

Nato il 16 gennaio 1923 in via Fratelli Cangini a San Martino in Strada, Zanzani iniziò la sua attività tra le due ruote a motore nel primo dopoguerra, cimentandosi anche come corridore con moto ricavate da residui bellici ed elaborate da lui stesse.

Nel 1954 vinse il Motogiro nella classe 100 con una Laverda. Ma il suo talento si espresse nella elaborazione delle moto da corsa, rendendo quelle da lui preparate più competitive delle ufficiali. Alla fine degli anni ’50 il trasferimento a Pesaro per dirigere il reparto corse della Benelli-MotoBi con il quale semina successi in tutto i mondo, raggiungendo con i vari piloti l’incredibile cifra di oltre 1.800 vittorie. A raccogliere l’eredità della storica officina aperta nel capoluogo marchigiano - dopo quella, leggendaria, in via Ugo Bassi a Forlì - lasciando in parte il settore e dedicandosi alla meccanica di grande precisione, sono stati due dei tre figli. Al lavoro fino a quando le energie glielo hanno consentito, uno dei suoi ultimi gioielli è finito nelle mani di un collezionista che ne aveva fatto richiesta dal lontano Giappone.

«L’avevo visto di recente ma stava già male – riprende Silvagni –. Mi auguro che la città saprà dare la giusta rilevanza a quanto ha fatto in vita questo suo figlio illustre, grazie al grande ingegno e all’innata creatività».

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