CONTI PUBBLICI

Livia Tellus, il passo indietro di Drei davanti al Consiglio

Stop ai compensi aumentati al Cda. L'aula chiede anche la restituzione

di LAURA GIORGI

22/12/2016 - 09:43

 Livia Tellus, il passo indietro di Drei davanti al Consiglio

FORLÌ. Che quella scelta abbia comunque fatto spendere meno soldi agli enti pubblici non è in dubbio, ma se il 22 novembre scorso il sindaco Davide Drei difendeva ancora a spada tratta la scelta in merito ai compensi del consiglio di amministrazione di Livia Tellus, martedì sera in aula consiliare un passo indietro lo ha fatto, evidente.

L’assise per parte sua ha chiesto a gran voce, e questa volta da entrambi gli schieramenti, «la massima trasparenza».

Un impegno chiaro dell’Amministrazione a «eliminare qualsiasi cono d’ombra sulla società» che già oggi, ma ancor di più in futuro con la presa in carico della società in house sui rifiuti, gestisce i servizi più importanti e strategici del territorio. Insomma l’invito è stato quello di ripristinare la rigida osservanza della legge secondo la strada indicata dalla Corte dei conti, preferibilmente da subito. E questo anche con l’incognita dell’attuazione della legge Madia sulla riforma delle partecipate che potrebbe scompaginare ancora il quadro, quadro che però fin qui è stato tracciato chiaro dalla Corte interpellata in merito.

Questa richiesta la contengono di fatto entrambe le mozioni presentate sia dalla maggioranza che dall’opposizione secondo un copione d’aula davvero singolare. Nel documento della stessa maggioranza presentato a luglio scorso, il cui primo firmatario è stato il consigliere Pd Jacopo Zanotti, si chiede che : «Il sindaco e la giunta del Comune di Forlì, quale socio di maggioranza di Livia Tellus, ponga in essere ogni idonea azione alla immediata rideterminazione del compenso spettante all’organo di amministrazione della Società entro i parametri di legge, con richiesta di ripetizione agli amministratori beneficiari delle somme percepite in eccesso, in particolare con riferimento al periodo anteriore alla entrata in vigore della “Riforma Madia”».

In sostanza, si chiede che si riportino i compensi del Cda all’originaria modifica, quella imposta da una legge del 2012 che vuole dal 2014 il 20% di sconto sui compensi 2013. Ma non solo, si chiede anche la restituzione di quanto percepito in più dai membri del Cda dell’azienda stessa. «Vogliamo che - ha detto il consigliere di maggioranza Zanotti, che per a sua mozione ha incassato 16 voti a favore, con una quota maggioritaria anche della minoranza, e 3 astensioni di cui due fra i suoi del Pd -, chi rappresenterà il Comune in assemblea venerdì (domani, ndr) debba andare con un orientamento politico chiaro da parte del consiglio comunale». Per parte sua il sindaco aveva però già annunciato a inizio seduta una propria strategia più soft. Peraltro non ha mancato di prendere ancora un po’ di tempo, nonostante la disponibilità a ritornare sui propri passi e a fare in qualche modo ammenda di fatto l’abbia espressa. Quindi domani all’assemblea straordinaria dei soci della holding che gestisce tute le partecipate del Comune, e della cui compagine sociale sono entrati a far parte ormai anche molti altri enti del territorio, Drei andrà infatti con una proposta che ha annunciato così al consiglio comunale martedì: «La mia posizione è quella di dare seguito alla delibera della Corte dei Conti che chiede al Comune di attuare la norma vigente». Nel frattempo lo stesso primo cittadino ha annunciato l’intenzione di chiedere un parere tecnico a un esperto per «rimodulare i compensi che ora sono sospesi e che proporrò all’assemblea di mantenere sospesi fino al pronunciamento dell’esperto». Ennesimo esperto che per maggioranza e minoranza sarebbe superfluo, essendosi comunque già espresso in merito l’organo più autorevole, la Corte dei conti.

I compensi modificati una prima volta a gennaio 2015 poi innalzati nel luglio successivo, sono infatti bloccati sia pure da poco, ovvero dal 3 dicembre scorso.

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