LA DENUNCIA

Il lager dei maiali sui colli forlivesi

Animali feriti, che si azzannano fra loro. Operatori rudi ripresi dalle telecamere

21/12/2016 - 10:06

Il lager dei maiali sui colli forlivesi

FORLÌ. La segnalazione era arrivata all’associazione “Essere animali”, con base a Bologna, a primavera inoltrata. I volontari, già collaboratori della trasmissione “Report” e autori di molte altre denunce analoghe sia sul territorio forlivese che a livello nazionale, hanno piazzato le loro telecamere nascoste e hanno osservato. Quello che hanno visto è sconvolgente, almeno a guardare quanto rimandano le immagini pubblicate sul loro sito e rilanciate ieri on line e alla stampa. «Enormi criticità nonché sistematiche violazioni alla normativa sul benessere dei suini in un grande allevamento fornitore del Prosciutto di Parma, segnalate anche al Corpo Forestale dello Stato» tutte raccolte in un allevamento sulle colline forlivesi. L’associazione ha documentato il trattamento di routine riservato agli animali malati, «spostati dai recinti nei corridoi e abbandonati a se stessi, lasciati morire agonizzanti senza cibo né acqua e, una volta cadaveri, trascinati fuori con una corda». Nelle immagini si vedono operatori mentre spostano brutalmente gli animali, con calci e bastoni, o sollevandoli per le zampe e scaraventandoli a terra. Fra gli animali molti sono feriti, spesso «a causa del fenomeno del cannibalismo che può verificarsi negli allevamenti intensivi per il sovraffollamento e la mancanza di stimoli in cui sono costretti a vivere gli animali, che sfogano le frustrazioni sui propri simili» dicono gli animalisti. «Il nostro scopo è quello di stimolare anche i consumatori - spiegano dall’associazione, contattati in merito - finchè i numeri di certi prodotti sono questi: il prosciutto di Parma ha prodotto l’anno passato 8 milioni di pezzi, il che vuol dire 4 milioni di animali. Fino a quando vorremo produrre e consumare così tanta carne, gli animali dovranno essere allevati in sistemi intensivi. Sino ad allora, indipendentemente da marchi e certificazioni, gli animali saranno confinati in capannoni sovraffollati, senza la possibilità di stare all’aperto o vedere la luce del sole - sostiene “Essere animali” -. Un’alimentazione a base vegetale può essere al tempo stesso sana e gustosa. Certo il prosciutto può piacerci, ma per produrlo milioni di maiali sono allevati in misere condizioni e uccisi. Ne vale davvero la pena?».

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