Venerdì 09 Dicembre 2016 | 04:48

ECONOMIA

"America Graffiti", ormai un impero

Il colosso nato a Forlì conta già 60 locali in franchising

"America Graffiti", ormai un impero

FORLÌ. Il mito di “America Graffiti” cresce a tal punto che sabato a Forlì alle 15, accanto alle sede storica di via Costanzo II, sarà inaugurato il primo quartier generale del marchio che tra poche settimane campeggerà nel 60° locale della catena a fianco dello “Juventus Stadium” di Torino.

«Quando è nata l’idea nel 2008 basandomi sulla mia personale passione per la cucina e l’America anni Cinquanta, l’azienda doveva essere semplicemente a conduzione familiare - spiega, orgoglioso, il presidente Riccardo La Corte - e invece oggi l’attività nata proprio qui a Forlì rappresenta il terzo marchio della ristorazione servita in Italia». Uno sviluppo che ha generato indotto economico e posti di lavoro. Oggi “America Graffiti” conta 60 locali, un fatturato aggregato di oltre 70 milioni e impiega 1.500 persone in tutta Italia, 70 delle quali nei soli punti vendita di Forlì e Forlimpopoli. «Puntiamo ad avere 100 ristoranti nel 2018 e ad aumentare il fatturato a 100 milioni - prosegue Fabio La Corte, amministratore delegato -. Inoltre ci stiamo muovendo per aprirci al mercato estero, per inaugurare un nostro locale in Europa possibilmente in paesi vicino all’Italia come Germania, Austria o Croazia». E’ in virtù di questi numeri che nasce la nuova sede “Headquaters” per rispondere alle richieste di espansione del mercato e sviluppare i servizi più efficaci per offrire agli investitori, italiani ed esteri, un marchio di successo. Il nuovo quartier generale, che ha visto un impegno superiore al milione di euro, si sviluppa su 800 metri quadrati. Oltre agli uffici, che nel tempo garantiranno altre dieci nuove posti di lavoro, sarà dotato di una sala polifunzionale attrezzata con le migliori tecnologie e che include 50 postazioni, il tutto in un ambiente che ricrea l’atmosfera del cinema. «Grazie agli uffici qualità, ad una cucina e un banco per gli show cooking potremo progettare e pensare corsi di formazione per nuovi investitori, licenziatari del marchio e per chi lavora con noi- conclude Stefano Landi, anche lui nelle vesti di amministratore delegato - . Vorremmo aprire il quartier generale anche al territorio magari coinvolgendo nei nostri spazi scuole o altre aziende».

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