Venerdì 09 Dicembre 2016 | 04:50

LAVORI PUBBLICI

San Domenico, futuro senza cemento

Primo stralcio di lavori appaltato l'anno prossimo nel parcheggio a cielo aperto in piazzale Guido da Montefeltro, diventerà un giardino

 San Domenico, futuro senza cemento

FORLÌ. Un futuro senza cemento per il piazzale Guido Da Montefeltro. Con la progettazione della prima “decementificazione” della parte di parcheggio a cielo aperto, il Comune di Forlì si è aggiudicato il progetto europeo Sos 4Life. L’Europa mette dunque sul piatto un milione e 60mila euro, a fronte di una progettazione di 1,8 milioni complessiva, per tre Comuni, di cui Forlì è capofila, che studieranno come ripristinare fette importanti di suolo cittadino.

Il verde pubblico si “riapproprierà” del parcheggio in piazza Montefeltro di fronte al San Domenico a Forlì. Meno cemento e un obiettivo per la Regione: arrivare a programmare città a consumo di suolo zero e promuovere la rigenerazione urbana. A partire da tre interventi di “de-impermeabilizzazione” e recupero di spazi verdi, per un totale di circa 10mila metri quadrati che saranno realizzati in Emilia-Romagna nelle aree urbane di Forlì, Carpi (Mo) e San Lazzaro di Savena (Bo). Solo il progetto di Forlì “misura” 6.500 metri quadrati. È quello che prevede il Sos4Life (Save Our Soil for Life), il progetto europeo che si propone di anticipare e attuare gli indirizzi in materia di tutela del suolo e rigenerazione urbana per limitare, mitigare e compensare il consumo e l’impermeabilizzazione dei suoli, e che ieri è stato presentato in Regione a Bologna. Il lavoro che i Comuni che hanno presentato “esempi pratici” da mettere in campo, fra cui appunto il parcheggio forlivese che diventerà giardino, punta all’elaborazione e adozione di un pacchetto di norme, linee guida e strumenti urbanistici per applicare alla dimensione comunale, il consumo di suolo zero e promuovere la rigenerazione, per poi trasferirli anche in altri contesti europei. Hanno aderito al progetto la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Forlì che è capofila, Carpi e San Lazzaro, oltre a oltre a Cnr Ibimet, Legambiente e Ance Emilia-Romagna e Forlì mobilità integrata. «Abbiamo appena concluso un tour di incontri in tutta l’Emilia Romagna per scrivere insieme la nuova legge urbanistica - ha dichiarato l’assessore regionale Raffaele Donini che nei giorni scorsi era a Forlì per parlare del completamento della tangenziale est -. Quello che presentiamo oggi è un progetto di grande attualità che si inserisce in questo percorso. Stiamo sostenendo uno sviluppo consapevole e intelligente pensando al futuro e lo vogliamo fare insieme ai territori». «Il progetto è molto importante per il Comune di Forlì- ha sottolineato l’assessore all’urbanistica forlivese, Francesca Gardini - perché si propone di contrastare il consumo e l'impermeabilizzazione dei suoli e di incrementare la consapevolezza di politici, tecnici e cittadini sulla perdita di servizi ecosistemici causata dall'espansione urbana. Con questo studio puntiamo a rendere le norme per la decementificazione uno degli strumenti stabili per la nostra programmazione futura, in accordo anche con la Regione che sta approntando la propria nuova legge sul consumo di suolo. In Europa è una prassi molto studiata, abbiamo fatto già viaggi di studio a Stoccarda per capire come altri paesi già lo utilizzano».

Intanto il progetto di smantellamento del parcheggio a raso davanti al San Domenico, per trasformarlo in giardino, ha trovato finanziamento in un fondo svincolato di concerto con la Soprintendenza di recente (un fondo da 1,5 milioni che verrà usato in parte). «Con questo primo stralcio dei lavori, che da programma dovrebbero essere appaltati l’anno prossimo e che sono appunto già finanziati, toglieremo il cemento fino a ritrovare il suolo fertile e quindi allestiremo il giardino - spiega Gardini -. Partiremo da qui, con lo scopo di poter usare anche altrove lo stesso sistema per riguadagnare suoli permeabili».

La conseguenza di queste sperimentazioni sarà la realizzazione di linee guida per promuovere e mettere in pratica altri interventi di “de-sealing”, ovvero la de -impermeabilizzazione di un suolo, come metodo per compensare l’urbanizzazione di nuove aree e migliorare la capacità di un territorio di adattarsi al cambiamento.

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