Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 09:38

ALLARME

Cuccioli vittime di gastroenterite

Ordine dei veterinari mobilitato per l'epidemia di parvovirosi

FORLÌ. Allarme in provincia per una probabile epidemia di parvovirosi, violenta forma di gastroenterite che miete vittime soprattutto tra i cuccioli di cani, particolarmente indifesi nei confronti di questo virus.

Le segnalazioni ricevute dal territorio hanno spinto l’Ordine dei medici veterinari a diffondere, da oggi, un questionario ai loro associati per capire l’entità del fenomeno che sta mettendo in apprensione tutti coloro che in casa hanno un cagnolino in tenera età.

«Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni - conferma Benedetta Giannini, presidente dell’Ordine dei veterinari - ma dobbiamo ancora capire la vastità della sua diffusione. In queste settimane, a causa dei forti sbalzi di temperatura, c’è stato uno sviluppo del virus molto forte. Siamo di fronte ad una patologia esistente tutto l’anno e particolarmente aggressiva nei confronti dei cuccioli proprio perché, provocando vomito e diarrea, li indebolisce al punto da provocarne la morte. Molto alta anche la sua capacità di trasmissione, ed è per questo che intere cucciolate rischiano di rimanerne vittima in poco tempo». Ma, in attesa di capire se si possa parlare di epidemia e di un vero e proprio allarme sul territorio, la presidente preferisce dare alcuni consigli per la prevenzione.

«Pensare di tenere segregati i propri animali in casa non è possibile - anticipa - anche perché soprattutto i cuccioli potrebbero accusare seri problemi comportamentali e di socializzazione. Diciamo che in questi casi si può adottare il comportamento che si avrebbe con un bambino piccolo ammalato: aria aperta e sana e a debita distanza i luoghi pericolosi, ricordando che l’aggressività del virus è alta ma all’esterno ha una vita molto breve».

Il questionario servirà quindi a capire l’ampiezza di una eventuale epidemia di parvovirosi, peraltro già riscontrata in una autopsia effettuata su un cane all’Istituto zooprofilattico. Il vaccino in commercio, però, avverte la dottoressa Benedetti, non mette al riparo dal contagio. «La procedura si deve protrarre per qualche mese - sottolinea - con vari richiami. Per questo una prima somministrazione non dà garanzie di immunità nel breve periodo». Gli esemplari adulti, invece, almeno dopo il primo anno di vita, si dimostrano più resistenti. Nel frattempo anche tra i volontari, i padroncini e chi frequenta l’ambiente cinofilo circola un messaggio che invita tutti alla massima attenzione, ipotizzando che l’epidemia possa arrivare dall’Est Europa a causa del traffico illegale di cuccioli. L’invito è quello di «evitare qualsiasi posto dove il vostro cane può entrare a contatto con altri. Meglio rimanere in una zona circoscritta e rispettare scrupolosamente le date di richiamo dei vaccini».

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