Sabato 03 Dicembre 2016 | 03:26

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CRISI ELECTROLUX E FERRETTI

Porcia non chiude e Forlì respira

L'esito dell'incontro a Roma. E oggi tocca al Gruppo nautico

 Porcia non chiude e Forlì respira

FORLÌ. Dal tavolo tecnico fra Electrolux e Sindacati si è aperto uno spiraglio tale da evitare la chiusura dello stabilimento di Porcia, mentre oggi con 3 pullman i lavoratori del Gruppo Ferretti saranno a Roma nella sede del ministero del lavoro.

La pressione paga. Dalle indiscrezioni dell’incontro romano di ieri tra Electrolux e i sindacati metalmeccanici si sono capite almeno due cose. La prima è che il management della multinazionale non ci sta a fare la figura dei ragionieri che fanno solo il calcolo del costo del lavoro senza alcuna altra variabile, ma d’altra parte le organizzazioni sindacali metalmeccaniche e le rsu dei quattro stabilimenti del gruppo hanno imparato che la lotta di una fabbrica se diventa nazionale (e meglio sarebbe se europea) è in grado di introdurre un altro tipo di dialettica. Sul tavolo c’era soprattutto il piano industriale per lo stabilimento di Porcia e quello di Susegana dove le “eccedenze” a regime di 6 ore di lavoro sono 115. Nessuna variazione in peggio per Villanova di Forlì e Solaro di Milano che come sappiamo non sono all’ordine del giorno. L'azienda avrebbe sì annunciato investimenti per 32 milioni di euro in tre anni, ma anche volumi in calo con annessa occupazione. Per il 2014 la stima è di 1,25 milioni di lavatrici (compreso il nuovo modello di lavasciuga a pompa di calore), per il 2015 si scende a 1 milione e 50 mila apparecchiature, nel 2016 giù ancora a 950 mila, nel 2017 a 750 mila. Gli esuberi seguirebbero in progressione: nel 2017 si avrebbero 298 esuberi tra gli operai e una ventina tra gli impiegati; con il regime a 8 ore le eccedenze salirebbero a 432. Oggi il confronto sarà di nuovo in fabbrica con il presidio davanti ai cancelli e la necessità che ci sia un Governo capace di mediare e la certezza che se si accende la lotta coinvolgerà i clienti dell’Electrolux.

L’altro fronte. Oggi tre pullman di lavoratori del Gruppo vanno a Roma per capire se si riesce a programmare scelte che possano riguardare il tavolo della nautica sul piano nazionale. Naturalmente tutti sperano in nuovo Governo che sia subito operativo.

 

 

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