Giovedì 29 Settembre 2016 | 18:59

PREDAPPIO

La Mototagliatella è senza rivali

Il confronto con altri raduni evidenzia le tipicità e il successo

La Mototagliatella è senza rivali

PREDAPPIO. C’è un modo razionale per spiegare l’enorme successo della Mototagliatella? L’edizione 2016 conclusa con 6mila moto e 10mila bikers ha riportato l’attualità sociologica di questo grande happening. Semplice e per certi versi banale nel suo svolgimento in perfetta linea però con gli altri 660 motoraduni che ogni anno si svolgono in Italia. Alcuni affascinanti alla follia per chi possiede una moto come ad esempio quello dello Stelvio con l’arrampicata da Sondalo lungo i tornanti del passo che celebrò Fausto Coppi. Una salita terribile che dopo il record di 15mila moto nell’edizione 2008 la 33ª, si colloca oggi ai medesimi livelli della Mototagliatella pur avendo a disposizione un panorama ed un tracciato di straordinarie intensità e bellezza. Poi c’è il motoraduno del Pasubio in programma nel mese di luglio con base a Vicenza che si svolge attraverso i luoghi che grondano di storia e di cimeli della grande guerra, ma anche qui l’edizione 2015 ha visto al via un migliaio di motori ben al di sotto della Mototagliatella predappiese. Oppure ancora il motoraduno di Crema al centro della pianura padana che richiama non più di 300 bikers ed ancora uno dei più longevi quello dei Centauri ad Alessandria che si svolge da oltre settant’anni nella seconda settimana di luglio. Un appuntamento che beneficia dell’imprimatur del Papa Pio XII che 1947 concesse alla Madonna della Creta il titolo di patrona internazionale dei centauri ed ogni anno il Vescovo di Alessandria impartisce la benedizione alle moto partecipanti mi più di 2000. Forse solo Jesolo Bike Summer che ha anche il patrocinio della Regione raggiunge i numeri della Mototagliatella. E allora qual è l’elemento che trascina il raduno di Predappio a performance di partecipanti così alte? L’accoglienza, la gastronomia, gli spettacoli oppure c’è un “x factor” che scombina ogni pronostico? «Il vero fattore che ci contraddistingue - assicura Giorgio Biserni, a capo del pool di sette persone che cura nei dettagli tutta l’organizzazione - è la qualità di tutto quello che offriamo. Le tagliatelle sono fatte a mano, il ragù è di carne nostrana i prezzi sono contenuti, non si paga l’ingresso come in altri raduni, gli spettacoli sono tanti ed in grado di accontentare tutti». Il fatto di essere la città del duce quanto vale? «E’ un elemento, ma non il principale perché tutti quelli che vengono ogni anno non lo fanno per andare al Cimitero - commenta l’organizzatore -. Noi abbiamo sempre mantenuto un livello di presenze molto alto a differenza di altri raduni di questo tipo che oggi ci fa sicuramente essere fra i primissimi raduni d’Italia. Dobbiamo migliorare ancora sull’accoglienza ad esempio i negozi chiusi non sono una cosa positiva, vedremo di cambiare per l’edizione del prossimo anno».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000