Martedì 06 Dicembre 2016 | 16:55

DECISIONE UFFICIALE

Castiglione, i rifugi diventano geositi regionali

Nascondigli dalle bombe durante la guerra. Saranno protetti per la loro unicità e rarità

Castiglione, i rifugi diventano geositi regionali

FORLÌ. E’ ufficiale: i rifugi bellici di Castiglione sono divenuti geositi di rilevanza regionale. Il riconoscimento, che mette al riparo le Grotte-Rifugio da ogni qualsivoglia speculazione o stravolgimento del territorio in cui sono collocate, deriva dallo stesso sito della Regione “http://geo.regione.emilia-romagna.it/schede/geositi”, che da pochi giorni è stato aggiornato proprio con il profilo e la descrizione delle preziose cavità forlivesi.

Dimenticate per decenni, le 24 grotte poste lungo il versante destro della valle del rio Cosina, poco a monte della confluenza con il rio Monte Brullo, sono riemerse dall’oblio a partire dal 2006 grazie all’associazione “Amici di Castiglione”, costituitasi quell’anno a Villagrappa. Scavate nella sabbia dei primi contrafforti appenninici fra Forlì e Faenza durante l’ultima guerra, dettero riparo ad almeno duecento persone, sfollate da Forlì e dalle località circostanti martoriate dalle bombe. Quelle integre e ispezionabili si contano sulle dita di una mano: appena possibile saranno tutte recuperate. Gli “Amici di Castiglione”, presieduti dal professor Camillo Fucci, si sono impegnati, passo dopo passo, in una strenua battaglia culturale e legale, per tentare di salvare i rifugi dalla distruzione. «Siamo grati - dichiara Orazio Fabbri a nome dell’associazione - all’Istituto Beni Culturali della Regione, all’Istituto storico provinciale della Resistenza e all’amministrazione comunale di Forlì, con una menzione particolare per il geologo Marcello Arfelli per il conseguimento di questo straordinario risultato culturale».

I Geositi sono luoghi del paesaggio geologico che presentano caratteri di rarità e unicità, sono ben visibili e ben conservati e restituiscono informazioni fondamentali per la conoscenza del territorio, esprimendone la geodiversità. La Regione Emilia-Romagna ne ha censiti circa 700. Di questi, oltre 100, fra questi anche i 24 di Castiglione, sono stati selezionati, in base alla loro importanza e rappresentatività, come Geositi di rilevanza regionale. Le principali finalità del progetto di censimento e schedatura del patrimonio geologico emiliano-romagnolo, sono rivolte alla diffusione-divulgazione delle conoscenze acquisite e alla tutela, valorizzazione e fruizione consapevole di tale risorsa. «Il contesto geologico dei rifugi - rileva lo stesso Marcello Arfelli - è quello delle Sabbie Gialle di Imola, meglio note come I Sabiò, cioè i Sabbioni. E’ una connotazione che ha determinato il toponimo della zona nel gergo locale. Si trattava dell’antica spiaggia dei nostri progenitori. Insomma, la Riviera Romagnola del Paleolitico».

«Adesso - conclude Orazio Fabbri - possiamo mettere tutte le nostre forze nella valorizzazione turistica di questo patrimonio straordinario, fino alla piena realizzazione dell’oasi storico-naturalistica di Castiglione».

A poca distanza dalle Grotte, fervono i lavori di recupero del complesso parrocchiale di via Castel Leone, primo germe della creazione di un Centro culturale polifunzionale. I passi successivi saranno il ripristino di alcuni rifugi e la creazione di un sentiero della memoria, che sappia raccontare la storia della località ed il suo ambiente naturale.

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