Domenica 04 Dicembre 2016 | 04:53

AVEVA 93 ANNI

Addio a Stefano Servadei

La Romagna perde la sua guida politica

 Addio a Stefano Servadei

FORLÌ. Forlì e la Romagna perdono uno dei politici che hanno segnato la vita amministrativa degli ultimi decenni. E’ morto ieri, alla Casa Zangheri, a 93 anni, Stefano Servadei, deputato Psi per cinque legislature e fondatore del Mar, Movimento per l’autonomia della Romagna.

Un pezzo di storia locale che lascia un’eredità pesante, costruita in decenni di impegno, sempre con la sua terra in primo piano.

Storia politica. Il suo è un lungo curriculum politico amministrativo che inizia con la partecipazione alla Resistenza in Romagna e in Lombardia, poi come dirigente della federazione socialista forlivese, quindi come segretario del Psi dal 1954 al 1963. Soddisfazioni politiche Servadei ne ha avute molte: venti anni consigliere comunale, un decennio consigliere e poi vicepresidente della Provincia e per cinque legislature parlamentare del collegio Bologna-Ferrara-Forlì-Ravenna, fino alla parentesi conclusiva di consigliere regionale del Psi fra il 1985 ed il 1990.

Il Mar. A conclusione di questo mandato amministrativo per la Regione Emilia-Romagna ha fondato il Mar, Movimento per l’autonomia della Romagna, una battaglia autonomista che aveva ereditato da illustri politici romagnoli, tra i quali Aldo Spallicci.

La storia. Servadei è stato vicepresidente della Provincia di Forlì dal 1951 al 1963 e consigliere comunale a Forlì dal 1946 al 1963, deputato della Repubblica dal 1963 al 1983 e consigliere regionale in Emilia Romagna dal 1985 al 1990. Dal 1979 al 1983 è stato Questore della Camera dei deputati e ricoprì l’incarico di sottosegretario di Stato al Ministero del Commercio Estero nei due governi di centro-sinistra presieduti da Mariano Rumor. Fu anche luogotenente di Pietro Nenni a Forlì, componente del Comitato centrale del Psi e grande amico di Sandro Pertini e Nilde Iotti.

L’archivio. Nel 2012 ha donato all’Archivio di Stato di via dei Gerolimini l’intero fondo personale. Commosso, ricordando la sua amicizia con Luigi Einaudi e Gino Mattarelli, aveva motivato la sua scelta di donare l’intero archivio scrupolosamente composto e conservato dal 1945 con il «dovere verso le generazioni future di far capire loro cosa siano state la guerra, la ricostruzione e un’incredibile stagione di coesione politica che portò il Paese a rialzarsi». Il fondo è un patrimonio di memoria unico: mille libri tra cui le ristampe da lui curate dell’opera di Aldo Spallicci e Alessandro Schiavi, 200 opuscoli, le collezioni de “La Piè”, “Libro aperto” e “Confini” dal 1970 a oggi, 20 album di articoli scritti da Servadei in 40 anni di attività politica e culturale, appunti, discorsi, lettere (anche i carteggi con Bettino Craxi, Pietro Nenni e Nilde Jotti), fotografie e tutti gli atti del Mar dal 1990.

Le origini. Proveniente da una famiglia operaia, partecipò alla Resistenza in Romagna e in Lombardia. Pressato da un rastrellamento, trova rifugio in Svizzera. Venne internato e passò in tre campi dove conobbe Luigi Einaudi, Amintore Fanfani. Si laureò in Scienze economiche e commerciali.

L’addio. I funerali si svolgeranno domani alle 11 nella chiesa di San Salvatore alla casa di riposo “Zangheri” in via Andrelini. Dopo le esequie il feretro sarà tumulato al cimitero monumentale. Da ieri la Romagna è un po’ più sola.

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