Sabato 03 Dicembre 2016 | 05:35

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GIARDINI TONELLI

Chiosco, mattinata di tensione

Iniziato lo smantellamento, Corvini chiede di sospendere l'intervento

Chiosco, mattinata di tensione

FORLÌ. Una mattinata di tensione ieri al chiosco dei Giardini Tonelli. La ditta incaricata della rimozione si è presentata per iniziare i lavori, trovando anche il proprietario, il consigliere comunale Fabio Corvini. Visibilmente provato Corvini ha dapprima provato a bloccare i lavori restando dentro alla struttura, poi convinto dalla Polizia ha lasciato l’area, chiedendo però che gli operai si attenessero alle norme di sicurezza sul lavoro che il consigliere considerava non rispettate. Sono arrivati anche operatori dell’Ausl per la verifica della situazione.

Nelle prime ore della giornata Corvini aveva anche depositato in Municipio la richiesta di sospensione dell’intervento, consegnandola direttamente nelle mani del dirigente responsabile del Servizio Ambiente e Protezione Civile che aveva firmato l’ordinanza, Silvano Allegretti. Una richiesta, indirizzata anche a direttore generale e segretario generale dell’ente e in primis al sindaco Davide Drei. Ciò nonostante i lavori di smantellamento sono proseguiti per tutta la mattinata. Poi, però, nessun operaio si è presentato al pomeriggio.

Un’interruzione che va nel segno di quanto richiesto dal proprietario del chiosco, il quale nella sua lettera propone anche la riapertura dei termini per stipulare un nuovo contratto di concessione dell’area per altri 5 anni? No, anche se il dirigente del Servizio Contratti, Guglielmo Senni, stando a Corvini avrebbe chiesto un «incontro urgente» ad Allegretti e al segretario comunale Lia Piraccini, per l’assessore al Patrimonio Emanuela Briccolani, il Comune non cambierà rotta. «L’abbattimento è necessario perché non c’è stato rinnovo e l’opera è, per giunta da troppo tempo, da ritenersi abusiva - afferma -. Alcuni cittadini ci chiedevano perché permettessimo il protrarsi di questa occupazione. Il chiosco dovevo rimuoverlo ben prima Corvini stesso. Non lo ha fatto, provvediamo noi, nel rispetto delle norme».

Il consigliere comunale fa accuse opposte. «Non merita neppure risposta - dichiara Briccolani - basta leggere le norme e si capisce che è lui a non essersi reso disponibile al rinnovo. Tecnici e dirigenti applicano solo le regole e la demolizione proseguirà e una volta liberata l’area si farà immediatamente un nuovo bando di gestione e potrà partecipare chi vuole».

Sta di fatto che Fabio Corvini, ieri, è passato dalle parole ai fatti andando «a sporgere denuncia formale alle autorità di Polizia» sostenendo di avere subito danni sia sul piano economico sia su quello psico-fisico e accusando il Comune di non avere rispettato l’articolo 18 del Testo unificato delle proprie norme in materia di Contratti. «L’ente doveva fissare un nuovo termine per firmare la concessione dopo quello del 22 settembre 2014 cui non mi presentai poiché non informato al riguardo - sostiene Corvini -. Mi sono reso disponibile decine di volte e il sindaco Davide Drei non potrà mai dire “non sapevo”, lui sa tutto e deve solo bloccare questa ingiustizia e risarcirmi di tutti i danni sinora patiti perché io ho già perso tutto».

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