PROSTITUZIONE

Giro di squillo dall'est, fermata una quarantenne

Bloccata in una casa del centro, era pronta per fuggire

19/12/2015 - 11:20

Giro di squillo dall'est, fermata una quarantenne

Il dirigente della Mobile Claudio Cagnini illustra l'indagine (Foto Fabio Blaco)

FORLÌ. Dalla Spagna gestiva un giro di ragazze russe e ucraine che faceva prostituire in due appartamenti di Imola e Forlì. Proprio in quest’ultima casa, però, è stata fermata dalla Squadra Mobile forlivese. Una russa 40enne è stata arrestata con le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

L’inchiesta della Procura di Forlì è divisa in due tronconi, coordinati dal Procuratore Capo Sergio Sottani e dal sostituto procuratore Filippo Santangelo. E’ nata ad inizio 2015 quando è stato scoperto un vorticoso giro di ragazze russe e ucraine che dalla Spagna erano mandate con turni di 15 giorni in abitazioni di Forlì, Cesena, Ravenna, Imola e Bologna per prostituirsi. Un giro d’affari che, al netto delle spese fruttava, 15mila euro al mese. A gestirlo marito e moglie, lui spagnolo 57enne, arrestato la scorsa estate, lei russa-spagnola 52enne, tuttora latitante. Facevano tutto dalla Spagna, reclutamento delle ragazze e gestione dei contatti. Solo l’uomo veniva ogni tanto in Italia per regolare pagamenti e riscossioni. Vennero identificate dieci ragazze, tutte di nazionalità russa e ucraina, che arrivavano in Italia per prostituirsi. Brevi periodi e poi si cambiava zona. Un’indagine che ha portato alla luce anche una “concorrente” nella fruttuosa attività, proprio la russa 40enne che svolgeva le stesse mansioni, concentrandosi però su Forlì e Imola. Anche in questo caso gli incassi erano di diverse migliaia di euro. La rotazione delle ragazze avveniva ogni 15 giorni. Erano scelti appartamenti in centro e i clienti erano richiamati da annunci sui giornali. L’altro giorno la Squadra Mobile, guidata dal dirigente Claudio Cagnini, ha fatto un blitz nella casa forlivese, trovando una ragazza russa e anche la 40enne che gestiva il traffico, forse in Italia per riscuotere i proventi dell’attività. In mano già un biglietto aereo per tornare in Russia. Per questo è stato chiesto un provvedimento di fermo, convalidato dal giudice per le indagini preliminari.

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