Venerdì 30 Settembre 2016 | 10:19

IL DELITTO DI MODIGLIANA

Ucciso a bastonate, preso il complice

Mihai Cozma inseguito da un mandato di arresto europeo. L'omicidio del pastore nel 2010, c'è già una condanna a 30 anni

Ucciso a bastonate, preso il complice

FORLÌ. E’ arrivato ieri all’aeroporto di Fiumicino, proveniente dalla Romania, dove è stato arrestato. Era inseguito da un mandato di arresto europeo in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura di Forlì per omicidio e rapina. Mihai Cozma è ritenuto coinvolto nell’omicidio del connazionale Vasile Gabar, 58enne pastore trovato cadavere il 15 giugno 2010 in un fosso del podere che custodiva a Modigliana.

Un altro rumeno, Catalin Balaban, operaio di 27 anni, era stato condannato con rito abbreviato a trent’anni di carcere nell’aprile del 2014 per quell’efferato delitto. Adesso un altro componente di quella che pare una spedizione punitiva si trova in carcere, a Roma, dove è atterrato ieri, accompagnato dal personale del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Direzione centrale della polizia criminale. A notificargli il provvedimento i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Forlì, titolari dell’indagine complessa sull’omicidio, in collaborazione con i colleghi della Compagnia Carabinieri Aeroporto e del personale della Polizia di Stato dello scalo romano.

Il pastore rumeno venne ucciso a bastonate nel podere “Vincarello nuovo” di Modigliana, pare per futili motivi di liti familiari. ll corpo di Vasile Gabar venne rinvenuto la sera del 14 giugno 2010. A dare l’allarme fu il padrone del podere, che si trova in una località dispersa a 8 chilometri da Modigliana, che il rumeno custodiva. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile, guidati all’epoca dei fatti dal capitano Cristiano Marella e ora dal luogotenente Gino Lifrieri, coordinati dal sostituto procuratore Filippo Santangelo, permisero di ricostruire i contatti, molto rari, di Vasile col mondo esterno. Un cellulare che gli stato rubato l’anno precedente la morte durante una rapina, fu l’appiglio per arrivare a Balaban. Infatti quel telefono, muto per 24 ore, era tornato attivo il giorno dopo in Romania, con una scheda a nome dello stesso 26enne. Un lavoro certosino quello dei militari forlivesi. All’origine della spedizione punitiva sembra ci fossero dissidi su alcune proprietà e questioni di soldi tra Gabar e la famiglia Balaban. Dopo la condanna di Balaban ora un altro rumeno ritenuto responsabile di quella violenta aggressione che portò alla morte di Vasile Gabar si trova nelle carceri italiane in attesa del processo. Un delitto atroce che aveva lasciata sconvolta la comunità di Modigliana, risolto grazie all’attività dei carabinieri di Forlì che non si sono fermati neanche davanti alle difficoltà di rintracciare in Romania gli autori di quel crimine.

 

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