Venerdì 30 Settembre 2016 | 23:58

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"Ridolfi", tornano gli ispettori

Ieri la ricognizione dell'Enac per una presa di visione e per l'inventario di tutti i beni che andranno all'Ente

 "Ridolfi", tornano gli ispettori

FORLÌ. Ricognizione di Enac, ieri, all’aeroporto “Luigi Ridolfi”. In un’afosa mattinata una delegazione della direzione bolognese dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, è stata accompagnata da Enrica Erani, curatrice fallimentare dell’ultima società di gestione (la Seaf) all’interno delle strutture dello scalo per una presa di visione e un inventario di tutti i beni che torneranno in possesso di Enac stessa con la firma del verbale consegna del sedime aeroportuale dalle mani della curatela fallimentare.

Un atto formale e dovuto cui erano solo marginalmente presenti i referenti di “Air Romagna”. Sì, perché durante il sopralluogo il manager Sandro Gasparrini e il legale della società che ha ottenuto la gestione del “Ridolfi”, l’avvocato di Bologna Anna Masutti (specializzata in diritto aeronautico e spaziale, docente di Diritto della navigazione all’Alma Mater e, tra il 2002 e il 2007, membro del comitato economico-giuridico della stessa Enac), sono rimasti all’esterno. In attesa di essere poi convocati in seconda battuta. Inventario anche sulle attrezzature ex-Seaf messe all’asta 4 volte (per un valore di 267mila euro) senza successo? Gasparrini non specifica, l’unica certezza è che al momento non risulta fissato un quinto esperimento.

Il dirigente responsabile di “Air Romagna” rinvia le risposte al 18 giugno quando il socio di maggioranza Robert Halcombe sarà nuovamente in Italia. «In quella data è confermato che Halcombe sarà a Roma per siglare con Enac la convenzione per la gestione trentennale del “Ridolfi” - spiega -. In quel momento verranno resi noti tutti i piani. Il sopralluogo era propedeutico al verbale di consegna delle chiavi che non è ancora formalmente siglato, ma che Enac firmerà contestualmente alla convenzione o qualche giorno prima. Problemi? Assolutamente no».

Gasparrini nega anche l’ipotesi di un disimpegno da parte dell’imprenditore di Washington e l’idea che possa dirottare le proprie mire su Rimini. dove il Tar del Lazio ancora non ha reso noto l’esito della propria valutazione (formalmente prevista ieri) sul ricorso teso ad annullare la procedura di gara per la concessione del “Fellini” e quindi illegittima l’assegnazione della struttura alla società “AirRiminum”, presentato mesi fa dal Consorzio per lo sviluppo dell’aeroporto di Rimini (raggruppamento temporaneo d’imprese associato al network A&B che comprende 44 cooperative) piazzatosi al quarto posto nel bando di gara.

In quel bando il gruppo di Halcombe si era classificato secondo, ma Sandro Gasparrini taglia corto: «Un pronunciamento del Tar, qualunque esso sia, non può certo produrre sconvolgimenti in tempi brevi. Ne seguirebbe comunque un ricorso al Consiglio di Stato. Mi sembra che legare i progetti di “Air Romagna” su Forlì alle sorti del bando di Rimini sia palesemente arrampicarsi sugli specchi».

 

 

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