Sabato 10 Dicembre 2016 | 21:22

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Cartoline d'auguri, tra i più apprezzati il faentino Adolfo Busi

La disponibilità commerciale di cartoline augurali illustrate da inviare in occasione delle festività natalizie risale al 1843 quando Sir Henry Cole, funzionario del governo britannico, mette in vendita a uno scellino la prima, eseguita dall’amico pittore John Horsley. Cole dal 1837 è coinvolto nella promozione e nello sviluppo nel nuovo servizio postale inglese partecipando anche alla realizzazione del primo francobollo del mondo, il famosissimo “penny nero”. Le cartoline diventano rapidamente molto diffuse in Inghilterra per il miglioramento delle tecniche di stampa, la celerità dei trasporti e anche per il fatto che il loro francobollo costa la metà di quello necessario per una lettera. L’uso si diffonde anche in Europa, in particolare in Germania e sarà proprio un tipografo di origine tedesca a iniziare la loro produzione a basso costo negli Stati Uniti nel 1875. La loro comparsa scatena l’interesse di molti collezionisti fra i quali la stessa regina Maria di Teck moglie di Giorgio V e nonna di Elisabetta II, la raccolta della quale è al British Museum di Londra e Laura Seddon che mette insieme ben 32.000 cartoline del periodo Vittoriano ed Edoardiano oggi suddivise fra la Metropolitan University, la Sir Kenneth Green Library e l’All Saints Campus di Manchester. In parallelo con l’evoluzione della comunicazione postale l’abitudine di inviare gli auguri per le festività con la cartolina “ad hoc” diventa di uso comune. Babbo Natale con le renne e la slitta piena di doni è un’immagine tipicamente nordamericana mentre le raffigurazioni artistiche europee hanno riferimenti tradizionali più semplici come la natività, la famiglia con l’albero o il presepe, i bambini in festa per i regali, le coppie innamorate che brindano e così via. Con l’aumento delle richieste le scenografie diventano più eleganti e ricercate evolvendo in costante linea con la moda. La schiera di artisti internazionali che si dedica alla loro illustrazione è molto folta. Fra tutti emerge Adolfo Busi (Faenza 1891 – San Lazzaro di Savena 1977), uno dei più apprezzati disegnatori italiani. Dopo il matrimonio con la pittrice Lilla Leonardi, Busi trascorre spesso le vacanze estive a Rimini nella villa di famiglia della moglie, collaborando come illustratore e redattore artistico di riviste locali. È l’autore dei manifesti pubblicitari riminesi più incisivi e moderni come quello per il Ballo della stampa del 1927, quello della grande R, gioioso e vitale, per l’estate del 1929 e I giochi d’acqua per quella di Riccione del 1928. L’artista, fra le due Guerre Mondiali, produce un’enorme quantità di disegni per le cartoline illustrate affrontando i temi più svariati fra i quali quelli augurali per il Natale e il nuovo anno ne costituiscono una larga parte. Molte di queste sono prodotte dalla casa editrice milanese Degami, acronimo di Dell’Anna, Gasparini, Milano, con la quale collaborano disegnatori del calibro di Marcello Dudovich, Tito Corbella, Aleardo Terzi, Edina Altara e tanti altri, che le esporta in tutta Europa. Il repertorio delle immagini raffigurate da Busi offre una scelta vastissima di scene magistralmente efficaci per trasmettere il messaggio desiderato. Un piccolo repertorio di esse è una occasione unica per augurare buone feste e ogni prosperità a tutti i lettori del “Corriere Romagna”. (s.s.)

 

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