Venerdì 09 Dicembre 2016 | 14:28

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FABI SILVESTRI GAZZÈ IL DEBUTTO

Rimini battezza il super trio italiano

5000 persone per la partenza del tour tra vecchi successi e nuove hit

Rimini battezza il super trio italiano

 

RIMINI. Una impressionante potenza di suono, tre chitarre, nove elementi sul palco e il basso penetrante di Max Gazzè: così debutta il tour italiano di Fabi Silvestri Gazzè, il super gruppo romano che ha trasformato l’amicizia in canzoni, disco e adesso anche concerti. E Rimini non resta a guardare: il 105 Stadium sfiora i 5000 spettatori e trabocca di entusiasmo.

Dopo le note de La strada di Fellini, immagini video ravvicinate e uno scenografico temporale, l’inizio è quasi acustico: Niccolò Fabi il poeta, Daniele Silvestri il cantautore, Max Gazzè il musicista escono da una scatola per suonare su un piccolo palco sopra al palco, come ai loro inizi, quando ancora non potevano permettersi i palazzetti. Si comincia con il primo brano scritto insieme, quello che apre anche la tracklist del loro primo album (Il padrone della festa): si intitola Alzo le mani, e l’invito è colto al volo. Il ritmo è scandito, il pubblico già conquistato, il viaggio comincia.

Poi la scaletta – due ore e 45 tiratissime – alterna con sapienza i pezzi più belli tratti dall’ultimo disco con le hit dei singoli: Occhi da orientale (Silvestri), Una buona idea (Fabi), Il timido ubriaco (Gazzè); dalla platea partono i cori mentre dietro ai tre artisti si disegnano colori come quadri di Rothko.

La scatola si smonta, un lenzuolo si alza: il concerto entra nel vivo mentre con A bocca chiusa Silvestri – il più “politico” dei tre – introduce i temi “caldi” delle manifestazioni di piazza. Entra in scena la band. «Ci siamo portati i nostri migliori amici, che sono anche i migliori musicisti», e mai scelta fu più azzeccata: Roberto Angelini alle chitarre elettriche e slide, il polistrumentista Massimo De Domenico, Gianluca Misiti alle tastiere («note bianche» le chiamano), Piero Monterisi alla batteria, il cubano Ramon Caraballo alle percussioni e alla tromba e il chitarrista Adriano Viterbini sono compatti e vibranti.

Arriva il momento del gioco: Silvestri conduce il match, mentre Fabi e Gazzè si sfidano da veri pugili con tanto di mantello: L’avversario – tratta dal nuovo album – è la scusa per una gara a suon di successi (e saranno tanti, nel corso dei 165 minuti di live). Poi si torna seri parlando di Africa e dell’impegno per l’associazione di medici Cuamm: del resto tutto questo è nato anche grazie al viaggio dei tre musicisti in Sud Sudan. Ma la musica si riprende la scena, e da suonare ce n’è ancora tanta: L’autostrada diventa Corazon espinado di Santana lasciando spazio a Caraballo. È il tempo dei ricordi: ad esempio quel viaggio a Cuba nel 1998 di cui si vedono le immagini. La romanità fa capolino con Testardo di Silvestri, mentre Gazzè fa un po’ il buffone e si toglie la scarpa a punta per poter suonare col piede la cassa. Qualche particolare è da limare, ma c’è tempo.

Nessuno interpreta le canzoni degli altri: i tre diventano protagonisti a turno, mentre i due amici-colleghi si inseriscono e supportano facendo propri i brani con cori e strumenti. E dei nuovi arrangiamenti sono probabilmente Fabi e Gazzè a trarre maggior vantaggio.

È di nuovo il momento di Fabi con Lasciarsi un giorno a Roma: tra il pubblico tutti in piedi a saltare perché la canzone romantica si riempie ancor più di ritmo e passione. Non si fa in tempo a sedersi che arriva Silvestri con Salirò, e figuriamoci, entusiasmo alle stelle.

C’è anche uno special guest, in video: è Valerio Mastandrea con il divertente apologo del clown destinato a fare ridere, che ci ricorda che in fondo tutto questo è un circo, e siamo qui per divertirci.

Ore 23.30, i tre escono, ma c’è ancora tempo per il gran finale. Come potevano mancare del resto Sornione, Una musica può fare, Gino e l’Alfetta e, infine, Sotto casa?

Seconda uscita, il pubblico scalpita ancora: alle 23.50 è ora di chiudere con Il padrone della festa. E mentre sta per scoccare la mezzanotte, tutti a dormire: dopo Rimini e Pescara (ieri sera) martedì e mercoledì li aspetta Roma.

E adesso ci vorrebbe proprio un album live.

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