Giovedì 29 Settembre 2016 | 12:10

IL CASO

Delitto Pantani, ultimo chilometro

In uscita il 19 novembre il libro di Andrea Rossini: tutte le risposte agli interrogativi della nuova indagine

Delitto Pantani, ultimo chilometro

Un’inchiesta rigorosa che dilata i confini della cronaca, un romanzo senza lieto fine, una riflessione sul doping nel ciclismo di ieri ma soprattutto nell’informazione di oggi. Il libro Delitto Pantani: Ultimo chilometro (segreti e bugie) di Andrea Rossini, in uscita mercoledì prossimo 19 novembre per NdA press (l’editore riminese Massimo Roccaforte) e già acquistabile on line, ricostruisce l’esistenza disperata e autodistruttiva degli ultimi tempi della vita del campione, segnata dalla cocaina e dalla solitudine. Allo stesso tempo, però, fa luce sugli interrogativi sollevati dalla famiglia che hanno portato, dieci anni dopo la tragedia, all’apertura di una nuova indagine a Rimini con l’ipotesi di omicidio volontario.

Come è morto davvero Marco Pantani? Qual è l’origine delle sue ferite? Chi mise a soqquadro la stanza? Il Pirata fu davvero aggredito e costretto con la forza ad assumere la dose letale di cocaina? Perché l’orologio era fermo? Chi è la persona che la madre sospetta? L’autore, Andrea Rossini, giornalista che ha seguito il caso fin dall’inizio, attraverso fonti dirette ha scovato particolari inediti e anticipazioni sull’inchiesta in corso. Una vicenda umana e giudiziaria nella quale la verità non sembra mai vera e lascia spazio al dubbio, ma è più affascinante di ogni teoria del complotto.

Il risultato è un sorprendente reportage dai due volti. Da una parte il racconto noir, rigorosamente ancorato ai fatti e alle carte giudiziarie che si legge come un romanzo, dall’altro un secco domanda e risposta per prendere posizione e fornire spiegazioni su ciascuno dei tanti misteri che aleggiano attorno alla morte del campione. Un tentativo, riuscito, di dilatare i confini della cronaca, che offre spunti di riflessione sul doping, sia nel ciclismo sia nell’informazione, e invita a difendersi dai meccanismi della macchina del Mito. Una storia raccontata senza ipocrisie, voyeurismi, né strizzatine d’occhio al lettore in astinenza dal sensazionalismo, che si candida a rappresentare un punto fermo per chiunque intenda vagliare razionalmente l’attendibilità degli argomenti sul “delitto”. Perché quella di Pantani non si trasformi in una fine senza fine come quella di Marilyn, perché il giudizio emotivo e gli artifici retorici non si sostituiscano alla realtà: alla fine c’è sempre da fare i conti con una porta chiusa dall’interno. Si muore quando si rimane soli. Scoprire che il Colpevole non esiste, non vuol dire che in questa storia siano tutti innocenti. Anzi. Forse, ma lo si comprenderà solo leggendo, non lo è nessuno: la domanda da porsi non è chi abbia ammazzato il Pirata, ma se poteva essere salvato.

L’autore. Andrea Rossini, giornalista investigativo perugino, lavora a Rimini come cronista di giudiziaria al “Corriere Romagna”. Laureato in Lettere con lode, professionista da venti anni e già collaboratore della Stampa, è il principale esperto del caso Pantani, l’unico giornalista che ha seguito il caso fin dall’inizio, assistito al processo, parlato con i protagonisti, verificato, in un lavoro durato dieci anni, tutti i dubbi e scoperto nuovi dettagli inediti.

“Delitto Pantani: ultimo chilometro (Segreti e bugie)”, Andrea Rossini, NdA press editore – Biografia sportiva di Pietro Caricato, 168 pagine, euro 11,90

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