Martedì 27 Settembre 2016 | 07:18

CINEMA

Sorrentino in finale agli Oscar Con il suo "La grande bellezza", erede de "La dolce vita"

Sorrentino in finale agli Oscar Con il suo "La grande bellezza", erede de "La dolce vita"

RIMINI. Il film di Paolo Sorrentino ce l’ha fatta: nove anni dopo “La bestia nel cuore” di Cristina Comencini, un italiano torna protagonista nella notte degli Oscar. “La grande bellezza” è stato infatti inserito nella cinquina dei finalisti quale miglior film straniero. La 86ª notte degli Oscar, che sarà condotta dall’attrice e conduttrice Ellen DeGeneres, si terrà il 2 marzo prossimo. Solo tre giorni fa il film con Toni Servillo, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli (nonché una parte per la riminese acquisita Serena Grandi) aveva vinto il Golden Globe, assegnato dai corrispondenti della stampa estera a Hollywood. Adesso se la dovrà vedere con “The Broken Circle Breakdown” (Belgio), “The Hunt” (Il sospetto, Danimarca), “The Missing Picture” (Cambogia) e “Omar” (Palestina).

“La grande bellezza” è considerato l’erede de “La dolce vita” di Federico Fellini: nel 2010 il regista ha ricevuto a Rimini il Premio Fellini durante una cerimonia molto informale al Museo della città. Anche Martin Scorsese, candidato quale miglior regista con “The Wolf of Wall Street”, è stato Premio Fellini: ne fu insignito in un affollatissimo cinema Fulgor di Rimini nel 2005 durante un pomeriggio memorabile per la città, in cui Scorsese dichiarò tutto il suo amore per il collega riminese.

Nel 1998 il Premio Fellini portò fortuna a Roberto Benigni, che l’anno dopo dopo vinse l’Oscar per “La vita è bella”.

Katryne Bigelow, premiata a Rimini nel 1996, vinse con il suo film “The Hurt Locker” nel 2010.

Nel 2003 a vincere l’Oscar come miglior regista per “Il pianista” su Roman Polanski, che sarà poi premiato a Rimini nel 2006.

Nel 2005 l’Oscar alla carriera fu assegnato a Sidney Lumet, che sarà a Rimini a ritirare il Premio Fellini nel 2009.

Peccato che il Premio Fellini, che tanti nomi illustri ha portato in città, sia ora finito “in frigorifero” insieme alla Fondazione dedicata al maestro, nell’attesa che si realizzino la casa del cinema al Fulgor e il museo felliniano.

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