Lunedì 05 Dicembre 2016 | 05:28

IL LIBRO

Delitto Pantani: segreti e bugie

Delitto Pantani: segreti e bugie

RIMINI. Arriverà a novembre in libreria “Delitto Pantani: Ultimo chilometro (Segreti e bugie)”, di Andrea Rossini, giornalista del Corriere Romagna, edito da NdA press.

Scrive Rossini: “La stanza dove fu ritrovato il cadavere, al quinto piano e con le finestre sigillate, era chiusa dall’interno. Il portiere, il primo ad entrare, usò il passepartout e per farsi largo fu costretto a spingere perché la porta era ostruita dal forno a microoonde. Nessuno sarebbe potuto uscire senza spostare l’elettrodomestico. Una testimonianza, mai messa in discussione, che da sola esclude la presenza di estranei. Il fax con l’orario della morte e la storia dell’orologio Daytona non sono una scoperta di oggi, ma si trovano già nel fascicolo vecchio di dieci anni. Allora come è morto davvero Marco Pantani? Qual è l’origine delle sue ferite? Chi mise a soqquadro la stanza? Il Pirata fu davvero aggredito e costretto con la forza ad assumere la dose letale di cocaina? Di chi si sospetta nell’esposto?”. Dopo l’apertura dell’inchiesta per omicidio volontario, la verità sulla morte di Pantani, diventa la protagonista del libro di Rossini, il cronista del Corriere Romagna che 10 anni fa seguì fianco a fianco gli investigatori nell’indagine sulla drammatica fine del “Pirata”.

Il volume dà risposta a tutti gli interrogativi che hanno portato alla riapertura dell’indagine con l’ipotesi di omicidio volontario. «Il libro – spiega l’editore Massimo Roccaforte – è scritto dall’unico giornalista investigativo che ha seguito il caso dall’inizio alla fine, ha presenziato al processo, ha parlato con testimoni e imputati, raccolto le sentenze, esaminato le carte sulla base delle nuove obiezioni fino a smontare la tesi del complotto».

Una prima parte che si legge come un romanzo al quale è stato strappato il lieto fine, l’altra è un serrato botta e risposta. «Il fatto che non ci sia un assassino – commenta l’autore – non significa che in questa storia siano tutti innocenti: forse non lo è nessuno».

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