Mercoledì 28 Settembre 2016 | 12:15

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Il diario inedito di Secondo Casadei

Secondo Casadei col violino

CESENATICO. Continuano gli omaggi per i 60 anni di “Romagna mia” pezzo fra i più cantati al mondo. Questa sera alle 21, in piazza Spose dei marinai a Cesenatico, a rendere un tributo alla canzone simbolo di questa terra è... l’autore stesso. Secondo Casadei è presente nello spirito e nellee parole lasciate scritte. Il libro “Tu sei la stella tu sei l’amore” curato da Giuseppe Pazzaglia di Savignano con i contributi di Andrea Samaritani e Paola Sobrero, introdotto stasera dall’editore Roberto Mugavero (Minerva) intervistato da Mario Russomanno, contiene un diario inedito. È il quaderno scritto nell’ultimo anno di vita, il 1971, dallo “Strauss della Romagna”, già malato e impossibilitato a suonare nei concerti. Un “quaderno di appunti” che la famiglia ha conservato gelosamente in una scatola di legno per oltre 40 anni , fino a decidere di darlo alle stampe per l’anniversario della famosa canzone. Ne racconterà Riccarda Casadei, figlia di Secondo, accompagnata da Moreno “il biondo” Conficconi, colonna sonora della serata. Il diario di ricordi di vita parte dagli anni della prima guerra (Secondo nacque nel 1906) e si ferma al 1938; probabilmente il maestro avrebbe completato la sua biografia ma non fece in tempo; lo si può dedurre dalle note lasciate, in cui suggerisce di inserire precise foto. La nipote Lisa Valletta la considera una lettura godibile, in linea con la personalità del nonno: «Dalle sue parole traspare la passione sviscerata per la musica – sottolinea Lisa – ; ma il diario fa anche sorridere specie negli episodi giovanili».

Ne racconti uno.

«La sua prima volta nell’orchestra Brighi, la più importante della Romagna. Partì da Sala in bicicletta fino a Cesena per il ritrovo comune. Non stava nella pelle dall’entusiasmo e sulla corriera non la smetteva più di parlare. Il caporchestra lo accusò di distrarre l’autista che andava, scrive il nonno, ai trenta all’ora. Al ritorno a Cesena riprese la bici verso casa. Era buio e gli saliva la paura evocata dal ricordo delle storie ascoltate nelle veglie. Ma, scrive, “io ero coraggioso…”».

Ingresso libero.

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