Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 09:38

I SONICS A CATTOLICA

Una compagnia di acrobati ginnasti che sa stupire il pubblico

«Se davvero vogliamo salvare il teatro, dobbiamo essere più vicini al cuore della gente»

 Una compagnia di acrobati ginnasti che sa stupire il pubblico

 

CATTOLICA. L’estate dell’Arena della Regina di Cattolica dà risalto allo stupore della danza aerea. Arriva il 19 luglio alle 21.15 la Meraviglia dei Sonics, acrobati ginnasti capaci di fare sognare con una danza spettacolare basata su acrobazia aerea, trapezio, funambolismo, flessibilità, con numeri di invenzione poetica. La compagnia porterà poi lo spettacolo anche in piazza del Popolo a Ravenna martedì 22. In Romagna i Sonics si esibiti a San Marino, Forlì, Imola, nel 2011 alla Notte rosa, nel 2006 al Verdi di Cesena. A fine luglio voleranno al festival Fringe di Edimburgo e subito dopo in Austria, al festival Olala di Lienz.

Fautori del progetto sono due ex atleti torinesi, coppia anche nella vita: Alessandro Pietrolini, 39 anni, proveniente dal calcio, e Ileana Prudente, 35 anni, ex ginnasta di artistica. Il loro incontro di vita e d’amore avvenne da studenti Isef a Torino; nel 2001 i primi «giochi sull’avventura», sull’idea del progetto, qualche anno dopo le performance e la costituzione della compagnia di otto danzatori acrobati, nel 2010 la nascita del biglietto da visita Meraviglia; nata per spazi all’aperto, trasferita anche in teatri al chiuso. A monte un’idea di spettacolo che fa leva sulla cultura visiva del “nouveau cirque”, dei Momix, portata avanti con fare artigianale, con un nucleo stabile interamente creativo.

Qual è la peculiarità dei Sonics?

Risponde Alessandro Pietrolini: «Vogliamo realizzare spettacoli in cui il gesto tecnico difficile viene presentato con leggerezza, con amalgama, con fluttuazioni di anime e corpi».

In che modo ha composto la compagnia?

«Creando un nucleo stabile per realizzare un prodotto fatto in casa, basato sul made in Italy. Non credo nei casting che si affidano a un giudizio soggettivo, qui ognuno partecipa alla fase costruttiva. Ci alleniamo tutti i giorni e ciò permette tempi creativi veloci, con i quali possiamo adattarci alle diverse esigenze sceniche. Ci autofinanziamo. Ciò che guadagniamo lo reinvestiamo in questo lavoro. Ma tengo a precisare che, nonostante i tempi difficili, viviamo bene. A Rivoli abbiamo acquistato un magazzino laboratorio, nostro habitat quotidiano; qui realizziamo costumi, stucchi, decorazioni, luci, macchine sceniche in collaborazione con un gruppo fidato di artigiani amici che retribuiamo a parte. Il nostro è un sistema aziendale».

Qual è invece la “meraviglia” che mostrate?

«Meraviglia è il nostro primo spettacolo importante, una serie di quadri visuali collegati a libro basati su di una semplice idea fiabesca per grandi e piccoli: da un altro pianeta scende sulla terra un gruppo di artisti, ciascuno dei quali presenta il suo mondo di meraviglia. Mondo, aggiungo, che affascinava personaggi come Einstein e Chesterton».

Qual è la vostra opinione su chi lo definisce un teatro di intrattenimento?

«All’inizio organizzatori, critici, direttori ci hanno “massacrato”. Poi hanno cominciato a chiamarci perché il pubblico accorreva. Nel frattempo abbiamo realizzato Dum, spettacolo più maturo, anche di parola, con un attore. Credo che, se davvero vogliamo salvare il teatro, dobbiamo essere più vicini al cuore della gente».

Info: 0541 1613200

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