Giovedì 29 Settembre 2016 | 01:54

DAL LUIGINO AL VISNER

Metti un liquore dopo cena

Nati come medicinali, i digestivi sono realizzati con frutti, piante, erbe

Metti un liquore dopo cena

Insonne per colpa dell’amore, Renato Carosone era solito prendere una pastiglia. Tante le notti passate con gli occhi aperti perché non riusciva a dimenticare la “vucchella” della sua amata. Chissà quale rimedio il povero Carosone avrebbe scelto se l’insonnia fosse stata conseguenza di una difficile digestione. Il cantautore e pianista napoletano avrebbe sicuramente optato per un fresco limoncello fatto con i profumati e gialli frutti di Amalfi e Sorrento.

Nati come medicinali, i liquori digestivi o amari sono prodotti con l’infusione o la macerazione – cui segue in alcuni casi la distillazione – di frutti, piante, erbe aromatiche e altre materie prime. Se Carosone poteva servirsi del limoncello per rendere sereno il dopopranzo, in Romagna si può ricorrere al luigino, liquore conosciuto in alcune zone come limoncina, a base di erba cedrina con eventuale aggiunta di scorze di limone. Questa pianta, detta anche erba Luigia, emana un intenso profumo di agrumi ed è utilizzata come digestivo e rilassante naturale in quanto contiene melatonina che favorisce il sonno. Originaria del Sudamerica, l’erba Luigia era molto cara a Giovanni Pascoli che, in giro per l’Italia come insegnante, si portava dietro un arbusto della pianta che gli ricordava i profumi del giardino di casa. Si ottiene con l’infusione di foglie di ciliegio il feuilles de cerises, elaborazione tutta romagnola di un’antica ricetta francese. È un vino aromatizzato dolce-amaro, prodotto da un grande cabernet sauvignon al quale sono aggiunti le foglie di ciliegio e di marasco selvatico, zucchero e alcol purissimo. In alcuni paesi del Montefeltro si produce il visner o vino di visciole. Si ricava dalla fermentazione in vino rosso delle ciliegie visciole, leggermente acidule, con lo zucchero. Dall’infusione dei malli di noce, raccolti tradizionalmente nella notte di San Giovanni, si ricava il nocino, giunto in Italia dalla Francia. Con le noci della campagna ravennate si realizzano prodotti di pregio, con un sapore che può essere arricchito da chiodi di garofano, cannella e buccia di limone. Crescono lungo i canali delle saline di Cervia i prugnoli o susini selvatici che sono alla base del liquore prugnolino. Tipico dell’Italia centrale con diverse varianti, questo liquore presenta un colore scuro ed è caratterizzato da un gusto gradevolmente amarognolo.

Da intenditori, i romagnoli non si fanno mancare grappe di qualità. Siano essi realizzati con vinacce di sangiovese o con polpa di frutta macerata in grappe bianche, questi distillati concludono spesso i pasti in terra di Romagna, alternati a sorsi di avvolgente mistrà. Semi di anice stellato e una minima quantità di sciroppo di zucchero conferiscono al mistrà – importato forse dai mercanti veneziani dalla Grecia – quel gusto deciso e secco.

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