Venerdì 30 Settembre 2016 | 05:12

CESENATICO

Pedretti, che intellettuale!

Lo porta in scena Castiglioni

Pedretti, che intellettuale!

CESENATICO. Il teatro Comunale di Cesenatico inaugura l’anno con la poesia, antico porto dell’anima che ha cullato generazioni forgiatesi ai bordi del porto leonardesco. L’ospite di questo venerdì alle 21 è Silvio Castiglioni; interpreta un recital, o meglio una raccolta di monologhi, racchiusi nel titolo “L’uomo è un animale feroce”, sferzante dichiarazione sollecitata dal poeta Nino Pedretti a cui è dedicata. Castiglioni, nato a Verona, formatosi a Milano dove insegna in una scuola di teatro, trapiantato in Romagna dove ha diretto il Festival di Santarcangelo, vive ora a Gabicce. L’incontro con la poesia del santarcangiolese Pedretti (1923-1981) ha trovato in lui un’empatia condivisa con più forza rispetto ad altri poeti della Romagna. L’attore gentilmente lo racconta:

«Pur avendo origini romagnole – spiega Castiglioni – Pedretti non parlava il dialetto. Lo ha studiato. Era un finissimo intellettuale conoscitore e traduttore dell’inglese, sapeva il tedesco avendo vissuto due anni in Germania e pure lo spagnolo. Era un appassionato di linguistica, un cultore dell’aspetto matematico della lingua. Non era insomma legato al paesello come Tonino Guerra. L’ho sentito anche per questo vicino, considerando che anch’io non conoscevo il romagnolo».

Quale decisione ha compiuto per omaggiare Pedretti?

«Non ho scelto poesie, ma ho voluto dare voce a otto degli ottanta monologhi in lingua da lui scritti negli ultimi anni di vita. Li avrebbe dovuti presentare alla radio ma purtroppo la malattia lo rapì prima, perciò rimasero nel cassetto. Nel novembre scorso, molti anni dopo, è toccato a me rappresentarli con gran piacere in una trasmissione di Radio3, realizzando ottimi consensi».

Che cosa raccontano?

«Sono ritratti di otto personaggi che sintetizzano con scrittura fervida e fertile, vizi, frustrazioni, vigliaccate, contraddizioni dell’uomo medio. Riescono a farlo con bellezza e allegria sconcertanti. Ritratti che potrebbero appartenere a ognuno di noi che ci sentiamo stretti come in una morsa».

Quali personaggi ha scelto?

«Quello di un cittadino che dice la sua a un convegno di “ittiologia”; del venditore di tappeti con figlia drogata che minimizza la sua situazione dicendo che esistono problemi più gravi; vi è la donna romantica che sognava una vita diversa e non un marito che le salta addosso ogni sera. E poi un bibliotecario irascibile; e un uomo che si è fatto da sé che non accetta di andare sotto i ferri chirurgici come fanno quelli più poveri. Vi è il ritratto di un borghese piccolo piccolo che sembra quello interpretato da Alberto Sordi».

Potrebbero ricondursi in un qual modo anche ai personaggi di Raffaello Baldini.

«Già, pure lui di Santarcangelo, emigrato come Pedretti. Fra i due c’era simpatia e sintonia; Baldini chiedeva un verso in prestito a Pedretti che a sua volta gli chiedeva aiuto per il dialetto».

Dopo Pedretti dunque affronterà Baldini?

«Più esattamente tornerò a Baldini riprendendo il monologo in lingua “In fondo a destra”. E farò “Autotem” testo giovanile dimenticato sull’automobile (4 febbraio Snaporaz a Cattolica)».

 

Claudia Rocchi

Info: 0547 79274

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