Mercoledì 28 Settembre 2016 | 03:43

A CATTOLICA

I Negramaro stasera per la Notte Rosa

I Negramaro stasera per la Notte Rosa

CATTOLICA. Continua la Notte rosa e parte stasera dall’Arena della Regina di Cattolica il tour “Un amore così grande 2014” dei Negramaro, che prende il nome dalla cover di Mario Del Monaco che la band salentina ha inciso come inno ufficiale della spedizione brasiliana della nazionale di calcio italiana. L’avventura mondiale per i calciatori non è andata benissimo, ma per il sestetto guidato da Giuliano Sangiorgi sì, visto che il brano è già da tempo disco d’oro, e il video ha già superato i tre milioni di visualizzazioni su Youtube.
Ne abbiamo parlato con il chitarrista del gruppo Emanuele “Lele” Spedicato: «Effettivamente a noi è andata molto meglio, ma non credo che abbiamo responsabilità nell’uscita dell’Italia dal Mondiale (ride, ndr). Noi ce l’abbiamo messa tutta, e come tutti gli italiani abbiamo sperato fino alla fine che andasse diversamente; siamo anche andati in Brasile a esibirci per loro, e abbiamo assistito alla partita con l’Uruguay. Siamo tristi come tutti, ma non più di tanto: si tratta sempre di un gioco, e bisogna accettare anche le sconfitte».
Voi siete tifosi di calcio? Di quali squadre?
«Non seguiamo tanto il calcio; per questo non è stato difficile distaccarci dalle vicende sportive. Diciamo che siamo concentrati sulla musica, ma, come tutti gli italiani, quando gioca la Nazionale ai mondiali ci riuniamo con le famiglie e diventiamo tifosi, almeno una volta ogni quattro anni. Siamo orgogliosi di essere italiani anche nella sconfitta».
Per voi non è una novità quella delle cover, e spesso avete scelto brani della grande tradizione melodica italiana, come “Meraviglioso” di Modugno, o “L’immensità” di Don Backy, che nelle versioni originali non erano molto amate dal pubblico giovane. Come riuscite a farle apprezzare così tanto anche dai teenager che, probabilmente, non le avevano nemmeno mai sentite?
«Anche nelle nostre canzoni originali ci rifacciamo molto alla tradizione italiana, ma sempre con un occhio alle rock band internazionali che ascoltiamo tanto, quindi ci viene naturale fondere le due cose. Forse per questo le apprezzano anche i giovani. Per noi, quando scegliamo una cover, sono importanti le credenziali che il pezzo ha all’interno della musica italiana; il processo di unione delle nostre due anime, rock e melodica, avviene a volte naturalmente, a volte in maniera studiata. Per quanto riguarda “Un amore così grande” vorrei ricordare che, oltre che alla Nazionale di calcio, il brano è legato a un’iniziativa benefica in favore della ricerca su Sla e sclerosi multipla, che è una cosa cui teniamo molto».
Che novità ci saranno in questo nuovo tour?
«È una continuazione del precedente “Una storia semplice tour”, con delle piccole variazioni e sorprese che teniamo nascoste per condividerle con chi ci viene a vedere. Dopo i palazzetti andiamo nelle arene, tra cui quella di Verona e quella di Taormina, e chiuderemo allo stadio di Lecce, dove non andiamo da un po’ di anni, facendo una bellissima festa a casa nostra».
A proposito di sorprese, una nostra spia ci ha detto che avete provato “Estate” insieme a Samuele Bersani.
«Ecco, appunto… già sgamati! (ride, ndr). In ogni posto in cui andiamo cerchiamo di contattare un amico e invitarlo sul palco: a Cattolica l’abbiamo fatto con Samuele, che è nostro amico da molti anni».
Nel 2013 avete celebrato dieci anni di attività con l’antologia “Una storia semplice”, ma il prossimo 4 marzo ricorre il decennale dell’uscita di “Mentre tutto scorre”, che è stato il vostro primo grande successo: avete in programma qualcosa anche per quella ricorrenza?
«Per il momento non ci abbiamo pensato, perché siamo stati molto impegnati con il tour invernale, poi nella preparazione di questo tour estivo che abbiamo realizzato contemporaneamente a sessioni in studio e viaggi all’estero. Il nostro futuro al momento è un’incognita».

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