Venerdì 09 Dicembre 2016 | 08:39

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DOZZA DA BERE

Calici e colline ricchi di storia

Bellezza e piacevolezza in tutte le possibili sfaccettature per la giornata nazionale promossa dall'Ais Romagna

  Calici e colline ricchi di storia

 

Unite la bellezza e la maestosità della rocca di Dozza alla bontà di un vino emiliano o romagnolo e sarà un problema non porgere il bicchiere al sommelier di fronte. L’Ais Romagna punta sulla bellezza e sulla piacevolezza in tutte le loro possibili sfaccettature per trascorrere al meglio la 4ª Giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio in programma domani dalle 16.30 alle 21 nella piazza del castello sforzesco. Dal Monte Bianco all’Etna, dal Tavoliere delle Puglie all’altopiano di Asiago, tutte le delegazioni dell’Associazione italiana sommelier hanno individuato un luogo strategico e significativo dove poter celebrare le tante eccellenze vitivinicole e olivicole di ogni singola regione. È stato battezzato Vino in Rocca questo stimolante appuntamento per approfondire ancora una volta la conoscenza del nostro territorio.

«L’uomo è ciò che mangia» sosteneva il filosofo tedesco Ludwing Feuerbach e, si potrebbe aggiungere, ciò che beve dato il crescente interesse per il settore. Curiosità che spinge gli appassionati a fare domande, porre quesiti e chiedere informazioni riguardo alla storia che c’è dietro e dentro a ogni calice di vino. In degustazione oltre 200 nettari tra le migliori produzioni enologiche dell’Emilia Romagna. Il piacentino Ortrugo è fresco e fruttato. La Malvasia, regina delle vigne parmensi, regala vini eleganti con ricordi di pesche mature. I frizzanti e vivaci Lambruschi del reggiano e del modenese sono caratterizzati da spume sia leggere sia corpose dalle tonalità che virano tra il rosa corallo e il porpora intenso. E ancora il Pignoletto dal finale ammandorlato, il sapido e minerale Fortana dei vini di sabbia, l’intenso Centesimino, il potente e speziato Burson conosciuto con il nome di uva longanesi. Cosa dire di Albana e Sangiovese, simboli della Romagna, e di Trebbiano e Pagadebit spesso bistrattati per passate scelte che non ne valorizzavano il corredo aromatico e gustativo. Nel prezzo del biglietto d’ingresso – 15 euro – è compreso un piatto di specialità gastronomiche: gnocco fritto con mortadella insaccata in vescica naturale come vorrebbe la tradizione, prosciutto cotto ottenuto da mora romagnola o cinta senese, parmigiano reggiano di montagna stagionato almeno due anni o la ricotta della razza bovina Bianca modenese tra le chicche selezionate con cura per i partecipanti.

In questo quarto compleanno l’altro festeggiato è l’olio. La regione può essere fiera delle sue due dop Brisighella e Colline di Romagna. Colori tra il giallo dorato e il verde delicato per questi oli dal complesso profumo e dall’intenso gusto. Erbe aromatiche, carciofo e pomodoro acerbo tra i sentori maggiormente avvertiti, accompagnati al palato da note amare e piccanti in equilibrio e armonia con l’insieme. Ai convenuti sarà data una copia della guida Emilia-Romagna da bere e da mangiare, edita da PrimaPagina, e sarà applicato uno sconto dell’8 per cento sulle etichette acquistate. C’è chi in un calice di vino sente un mondo di profumi, chi non crede possa essere possibile. La sfida è lanciata a tutti i san Tommaso del caso: a voi scoprire l’Emilia-Romagna in un sorso.

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