Domenica 04 Dicembre 2016 | 07:03

AREA SISMICA

Ritmi ipnotici e variazioni metriche

Prossimi ospiti al Circolo forlivese i Casino di Terra: dall'energy music al jazz

Ritmi ipnotici e variazioni metriche

RAVALDINO IN MONTE. All’Area Sismica di Ravaldino in Monte (Forlì, via Le Selve, 23), dopo il “Capodanno sismico”, il mese di gennaio offre già appuntamenti con la musica “Extra - ordinaria” il cui lo storico circolo Arci è specializzato. Sabato 11 (ore 22.30), gli ospiti sono Casino di Terra: Edoardo Marraffa, sax tenore, compositore oltre che ideatore del progetto, Sergio Papajanni (basso elettrico) e Gaetano Di Giacinto alla batteria. Il gruppo, molto noto all’estero, realizza musica di grande impatto sonoro, capace di liberare un’energia che rimanda a suggestioni mai uniformi e mai scontate, anzi in continuo mutamento. Le composizioni della formazione sono basate infatti su una originale combinazione di ritmi ipnotici e variazioni metriche, armoniche e timbriche inaspettate che vanno dall’energy music di scuola mitteleuropea agli ambiti più intimi del jazz contemporaneo.

A Casino di Terra segue poi il party con il dj Antonio Fabbri “Me ne sbatto dei tempi duri”: l’energia di Antonio Fabbri invita il pubblico a calarsi in un set «godereccio e danzereccio per anime gentili in un mondo di squali».

Domenica 12 (ore 18), poi, le occasioni si raddoppiano all’Area Sismica: in scena ci sono gli italo-americani Silvia Bolognesi (contrabbasso) e Sabir Maaten (sax, clarinetto). Il duo si forma nel 2009, e dopo circa un anno di attività registra dal vivo al Teatro dei Varii di Colle Val d’Elsa “Holidays in Siena” uscito per l’etichetta Rudi Records. Di questa esibizione, e della conseguente registrazione, il critico Paolo Carradori scrive: «La forza della poesia di questo duo è insospettabile. Ci sorprende sempre, forse perché ce n’è sempre meno in giro. Trancia lontananze geografiche, generazionali, linguaggi. Trascina su un piano di sublimazione, si muove in uno spazio fisico-sonoro che non riconosce referenti, travalica i limiti di ciò che vediamo, sentiamo, pensiamo, immaginiamo. Perché parlare di poesia per un’opera musicale? Perché Sabir Mateen e Silvia Bolognesi sono, prima di tutto, poeti. Lontani da un usurato concetto romantico, creano suoni, impasti, contrasti, silenzi, che traspirano inquietudini contemporanee ma anche quella gioia immensa di suonare insieme». (m.t.i.)

 

Ingresso 10 euro. Party: libero Info: 328 9761079 www.areasismica.it

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