Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 09:38

LA MOSTRA

I "Maestri dell'Unione" a Fusignano

L'esposizione ideata da Piraccini e curata da Trioschi Fino all'8 giugno 2014 nel Museo civico San Rocco

I "Maestri dell'Unione" a Fusignano

FUSIGNANO. Esattamente quarant’anni fa, nella primavera del 1974, nel catalogo della mostra “Pittura in Romagna dalla seconda metà dell’800 ad oggi” alla Loggetta Lombardesca di Ravenna (Tipolito Stear, Ravenna), Raffaele De Grada, a proposito del passaggio verso il Novecento dell’arte in Romagna, scrive: «…si coltiva con più sottigliezza di prima un carattere proprio dell’arte romagnola, nel quale giova riconoscere il segreto di un contatto intimo con le cose, una sorta di pudico amore per la natura nell’assorta decantazione del vero».

E aggiunge: «…i pittori di Romagna sono più “veristi” che “realisti”. Ma veristi autentici che, meno che altrove si sono piegati alla maniera del “genere”. Fra questi figurano sicuramente Domenico Visani (Cotignola 1859 – Lugo 1930), Giulio Avveduti (Lugo 1889 – 1986), Luigi Varoli (Cotignola 1889 – 1958), Francesco Verlicchi (Fusignano 1915 – 2001) e Umberto Folli (Massa Lombarda 1919 - Ravenna 1989).

Si tratta dei “Maestri dell’Unione” ai quali è dedicata la mostra ideata da Orlando Piraccini e curata da Paolo Trioschi, in corso fino all’8 giugno 2014 nel Museo civico San Rocco di Fusignano. La storia inizia con Domenico Visani, il più anziano del gruppo. Dopo una giovanile formazione locale, frequenta le Accademie di Bologna, Firenze e Roma, prima arrivare a Napoli alla scuola dei Palizzi e nello studio del conterraneo Attilio Pratella. Al rientro in Romagna, nel 1893 promuove la fondazione della Scuola comunale di disegno e plastica a Lugo che dirigerà fino al 1926. Alla scuola si iscrive il giovanissimo Giulio Avveduti che esporrà per la prima volta a Faenza nel 1908.

L’anno successivo è all’Accademia di Bologna con Giorgio Morandi e Osvaldo Licini, dove segue gli insegnamenti di Augusto “Nasica” Maiani e Luigi Protti. Ritornato a Lugo inizia ad insegnare alla Scuola Comunale di arti e mestieri di Fusignano. Anche Luigi Varoli frequenta la scuola lughese di Domenico Visani e successivamente passa all’Accademia di Ravenna, poi a quelle di Bologna e di Roma, prima di rientrare a Cotignola dove fonda la Scuola di arti e mestieri. È un artista versatile e poliedrico, tanto da conseguire anche il diploma di contrabbasso all’Accademia filarmonica di Bologna nel ’31. Dal 1949 insegna “Figura e Anatomia” al Liceo Artistico di Ravenna fino al pensionamento.

La generazione successiva è quella di Francesco Verlicchi, allievo di Giulio Avveduti alla Scuola di Fusignano, al quale succederà nell’insegnamento fino al 1959 quando ottiene la cattedra di “Disegno dal vero” all’Istituto d’arte per il mosaico di Ravenna. Chiude la saga Umberto Folli, allievo di Luigi Varoli a Cotignola, il quale frequenta l’Accademia di Bologna, entrando in stretto contatto con Giorgio Morandi e con Giovanni Romagnoli. Si diploma nel 1946 iniziando una intensa attività artistica a partire dagli anni ’50. Dopo la breve permanenza a Milano, alla fine degli anni ’50 gli viene assegnata la cattedra di pittura all’Accademia di Ravenna. È interessante scoprire come le vite dei cinque artisti si intersecano e siano accomunate da una ottima tecnica, una comunanza tematica di tipo figurativo e una sincera vocazione all’insegnamento nelle scuole promosse dall’Unione dei Comuni della Bassa, che riescono a trasformare in veri e propri “cenacoli artistici”.

Il grande merito dei curatori della mostra di Fusignano è sicuramente quello di averli riuniti in una unica esposizione dove è possibile assistere alle trasformazioni e agli sviluppi che la personalità singolare di ciascuno di loro esprime rispetto agli esordi, dove è ben individuabile la prevedibile contaminazione reciproca. Oltre quaranta opere scelte di coloro che sono stati capaci di creare una scuola pittorica di figura e di ambiente che secondo De Grada, «penetra nell’intimo delle condizioni esistenziali, sviluppando una coerenza che ha una tale saldezza morale da restare indenne dai danni degli stilemi novecenteschi”. (s.s.)

Dal 12 aprile all’8 giugno - Museo San Rocco, Fusignano - Orari: sabato 15-18 domenica e festivi: 10-12 e 15-18

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