Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 09:39

L'INTERVISTA

GIORGIA: «In Romagna a 30 anni ballavo anche in strada»

In concerto al 105 Stadium di Rimini. Il 6 maggio la tappa del "Senza paura" tour

GIORGIA: «In Romagna a 30 anni ballavo anche in strada»

 

RIMINI. Giorgia sprizza bellezza musicale da tutti i pori e simpatia melodica, armoniosa e potente come la sua voce. Una semplicità intelligente che ne ha decretato un successo duraturo ormai da 20 anni. E quanto sia meritato potremo apprezzarlo il prossimo 6 maggio al 105 Stadium di Rimini dove farà tappa con il tour di “Senza paura”, l’album pubblicato alla fine del 2013.

Nata a Roma il 26 aprile 1971, stupì tutti quando nel 1994 presentò a Sanremo “E poi”, con quella sua voce capace di virtuosismi tipici delle grandi star d’oltreoceano. L’anno successivo vince il Festival di Sanremo con “Come saprei” (scritta da Eros Ramazzotti).

Sul palco Giorgia è un artista eccezionale, per le indiscutibili doti vocali e per il rapporto che riesce ad avere con il pubblico.

Il 5 novembre 2013 è uscito il nuovo album “Senza Paura”, anticipato dal singolo “Quando una stella muore” in tutte le radio dal 4 ottobre. Giorgia da sempre vicina ai diritti dei più deboli, è stata nominata ambasciatrice dell’Unicef ed è madrina dal 2005 dell’Associazione Tartallegra.

Giorgia, ormai sono 20 anni che ci delizia con la sua voce. Roba da... paura!

«Diciamo che sono 20 anni dal mio primo disco e questo mi ha responsabilizzato un sacco. Il tour è il tentativo di tirare le somme di quello che è stato e cercare di proporlo adeso, coerentemente con il titolo dell’albm, con... meno paura».

Il fatto di avere avuto tanto successo, come e quanto l’ha cambiata?

«Mi ricordo appena vinsi Sanremo ero in uno stato d’incoscienza, ma credo di avere una difesa automatica. Mio papà era un cantante di successo e poi tutto è finito e ha dovuto rimboccarsi le maniche. Quindi ho la consapevolezza che questa cosa c’è ora ma potrebbe cambiare. All’inizio soffrivo un po’ di non riuscire a frequentare le mie amiche, Sanremo mi aveva davvero cambiato la vita. Io che ero abituata ai piccoli club, alla mia band, a sistemarmi il microfono... Poi si impara a conviverci ed è piacevole».

Lei ha sempre dato l’impressione al suo pubblico di aver fatto delle scelte precise nella sua carriera, di aver preferito a volte strade meno popolari ma in qualche modo più alte.

«Sono contenta che vengao lette così, io potrei dire che a volte ne ho fatte di più sceme! Ho sempre cercato di affrontare la musica e i dischi con attitudine da musicista, cercando un mio suono, realizzando ogni volta un disco di cui andare fiera. Insomma compromettermi il meno possibile. Di occasioni ne ho anche perse, ma non ho mai rinunciato al dovere di sperimentare, cambiare, a volte si svbaglia, a volte la gente invece capisce e apprezza».

Come ci si sente dopo aver cantato con Ray Charles o Lionel Ritchie, Herbie Hancock, Pavarotti, Mina...?

«Tutt’ora mio chiedo come ho fatto. Quella volta che cantai “Georgia on my mind” con Ray Charles, pur conoscendo benisimo il testo, me lo scrissi sulla mano per paura di dimenticarlo!.... Io così timida, sopperivo mettendomi a disposizione e questi grandi personaggi sapevano mettermi a mio agio, mi semplificavano il tutto, mi dimenticavo di sbagliare. Mi dispiace solo aver fatto questi incontri quando ero molto giovane, oggi me li sarei goduti di più perchè mi hanno dato tantissimo»..

L’album “Senza paura” sta andando alla grande e lei sembra sempre più padrona della sua musica, dei testi, si sente insomma anche la sua mano da produttrice.

«Sono più brava sì, quando fai un lavoro creativo che comporta il mettersi in gioco è importante usare l’esperienza per evolversi. Anche nella scrittura ho imparato molto: prima cercavo la nota, il suono, ora sono più libera, non mi nascondo nel cercare leparole, sono più diretta, sincera».

Quando si parla di lei non si può non parlare del suo impegno per l’Unicef e in tante altre occasioni in cui c’è stato modo di dare una mano, penso ad “Amiche per l’Abruzzo”. Che cosa le dà a livello umano?

«Un po’ sento la responsabilità di parlare a cose cui tengo e per fortuna posso farmi ascoltare da tanti. Il mio impegno cerca di esprimere un’idea costruttiva della società. E poi sinceramente mi sento un po’ più a posto così».

Cosa devono aspettarsi i fan in questo tour? La Giorgia grande crooner ma anche cosa?

«La scaletta è bella intensa, molti i pezzi impegnativi, tanto canto, melodia, ma anche arrangiamenti al limite della dance, oltre alle ballads. C’è grande intesa sul palco con i musicisti, un gruppo che suona di brutto. Poi stuimo preparando una scenografia con contributi video particolari e originali, abbiamo un tecnico delle luci canadese bravissimo».

Lei è romanista o laziale?

«Sono tifosa sella Lazio per colpa di padre. Ed è difficie vivere a Roma da laziale, gli sfottò sono all’ordine del giorno. Mi dicono che sarei perfetta da romanista, ma mio padre mi vestì da laziale che avevo 3 anni, e così...».

Lei e la Riviera romagnola. Quali contatti?

«Devo dire che l’ho scoperta tardi, a 30 anni, per cui ho fatti allora le cose avrei dovuto fare a 20 anni tipo ballare tutta la notte. Ma quando l’ho fatto, l’ho fatto alla grande. Mi ricordo che una volta ero in giro di notte con un mio discografico e a ogni semaforo scendevano dall’auto e ci mettevamo a ballare in strada....»

Perchè venire a vederla?

«Perchè non venire? Inquesti temnpi così duri, la musica non risolve nulla, ma ti regala emozioni e ti ricarica per le questioni quotidiane, Almeno spero. Rimini, non lasciarmi sola!!!».

Info biglietti: 0541 395698; 0541 1524657; 335 5991404

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