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Ashkenazy festeggia i 25 anni dell'Accademia che ha fatto di Imola la capitale del pianoforte

 Ashkenazy festeggia i 25 anni dell'Accademia che ha fatto di Imola la capitale del pianoforte

 

IMOLA. Venticinque anni di storia, un quarto di secolo di lavoro rigoroso e di successi che hanno fatto dell’Accademia “Incontri col maestro” di Imola una sorta di “capitale” mondiale del pianoforte.

Una capitale nata e cresciuta attorno a Franco Scala (che ancora oggi la coordina) e al suo rivoluzionario modo di pensare la didattica dello strumento: non più relegata all’esclusivo rapporto con il proprio insegnante, ma aperta a esperienze e apporti sempre nuovi, all’approfondimento tecnico ma anche estetico e storico e, soprattutto, al contatto diretto con gli interpreti più grandi. L’Accademia, che in realtà mosse i primi passi già nel 1981 per poi darsi struttura stabile e organizzata appunto nel 1989, già nel nome infatti racchiude il senso della propria particolarità, che risiede proprio negli “incontri con i maestri”, vissuti dai tanti allievi (tra di loro tantissimi i vincitori di concorsi internazionali prestigiosi, poi divenuti affermati concertisti) che da quelle aule sono passati. E per maestri si intendono, nella primissima fase, nomi quali Nikita Magaloff, Jörg Demus, Aldo Ciccolini, eppoi negli anni, tra gli altri, Maurizio Pollini, Charles Rosen, Tatiana Nicolajeva, Paul Badura Skoda, András Schiff, Rosalyn Tureck… tutti protagonisti di imperdibili seminari e masterclass; e ancora, come docenti stabili, oltre a Franco Scala, Lazar Berman, Antonio Ballista, Leonid Margarius, Boris Petrushansky, Piero Rattalino, Riccardo Risaliti. Insomma il gotha del pianismo internazionale al servizio della formazione dei giovani interpreti (provenienti da 25 diversi Paesi), di volta in volta chiamati ad approfondire capitoli fondamentali della letteratura pianistica, dall’integrale di Schumann a quelle di Bach e Beethoven, poi Chopin e Mozart, fino a Skrjabin e Prokof’ev. Secondo una formula che lo stesso Scala definisce ispirata alla pratica “artigianale”: «Non mi sono mai sentito un insegnante, ma un artigiano della didattica che gestisce una bottega con giovani apprendisti di grande talento dove grandi maestri arrivano per completare l’opera di quel quadro musicale di cui la natura ha già prestabilito la genialità».

Nel tempo l’attività didattica si è poi ampliata ad altri strumenti e lo scorso anno l’Accademia ha dato vita all’Orchestra da Camera di Imola, e per celebrare il venticinquesimo anno dell’istituzione questa sera saranno proprio i venti giovani orchestrali (età media 22 anni) che ne fanno parte a salire sul palcoscenico del teatro Ebe Stignani, sotto la bacchetta di Vladimir Ashkenazy.

Una presenza importante: il grande interprete (pianista e direttore d’orchestra), infatti, oltre a essere stato uno dei primi a credere nella formula di Franco Scala, fino a ricoprire oggi il ruolo di direttore dell’Accademia, fu anche protagonista del concerto inaugurale del 1989. Un grande “amico”, dunque, che oggi dirigerà l’orchestra nelle Serenate di Elgar e di Cajkovskij, poi nel Concerto in re maggiore di Franz Haydn affidato a Gile Bae, la giovane pianista olandese da dieci anni allieva dell’Accademia.

Lo stesso concerto, che questa sera a ingresso libero registra già il tutto esaurito, sarà poi ripreso domani sera al museo Magi ’900 a Pieve di Cento, sotto l’egida dell’Associazione Alessio, per sostenere la ricostruzione dei siti culturali di Cento colpiti dal terremoto del 2012.

Il concerto inizia alle 21. Info: 0542 1892729.

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