Martedì 06 Dicembre 2016 | 06:42

DONNE

Tra precariato e sentimenti

Domani sera lo spettacolo di e con Maria Antonia Fama nella sede della Cgil

 Tra precariato e sentimenti

RIMINI. Donne uguale lavoro precario, donne uguale ironia, donne uguale violenza. In occasione della Giornata internazionale delle donne, il calendario delle iniziative in provincia di Rimini è ricchissimo di occasioni di riflessione e approfondimento.

Da non perdere la serata di spettacolo e conversazioni di domani (venerdì 7, ore 20.30, salone “Polverelli”, sede della Cgil, via Caduti di Marzabotto 30) in cui la Cgil provinciale e il Coordinamento Donne Rimini propongono lo spettacolo “Diario di un precario (sentimentale)” di e con Maria Antonia Fama. Il personaggio creato da Fama ha un nome che già dice tutto, Assunta Buonavolontà, e come spiega la sua autrice, si tratta di una giovane e brillante laureata «in continuo precario equilibrio tra un provino e un colloquio di lavoro, un’agenzia interinale e un centro per l’impiego». Lo spettacolo vuole mettere l’accento su come precariato non significhi solo un’alternanza di disoccupazione e lavori sottopagati, ma diventi un modo di essere, uno stato mentale e sentimentale. Ne parleranno, dopo la performance, Lora Parmiani (segretario Nidil-Cgil Rimini) e Ilaria Raimondi (presidentessa Coordinamento Donne Rimini), intervistate dalla giornalista del Corriere Romagna Annalisa Boselli. Ingresso libero.

Di tutt’altro tenore è il film “Miss Violence” di Alexandros Avranas, in programma domani alle 21 in Cineteca a Rimini. La pellicola sarà commentata dalle psicoanaliste Cinzia Carnevali e Lidia Mulazzani che intendono sensibilizzare il pubblico «alla comprensione di una particolare qualità di dolore mentale che si manifesta come conseguenza di violenze traumaticamente subite e ricercarne le tracce in ognuno di noi per superare il diniego e l’indifferenza. La passività, la depressione melanconica sono spesso sentimenti legati al subire relazioni perverse, esperienze traumatiche che non sono state riconosciute dall’ambiente familiare nel quale si sono prodotte e che hanno dato origine a un isolamento delle vittime nel dolore». La serata è a ingresso libero. (m.a.)

 

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