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LA MOSTRA

Dai suonatori di jazz alla "stiratrice"

L'immaginario poetico di Moroni

Dai suonatori di jazz alla "stiratrice"

RIMINI. La galleria d’arte Pesaresi di Rimini celebra il centenario della nascita di Federico Moroni (Santarcangelo di Romagna 1914-2000) con una mostra a lui dedicata.

Enzo Pesaresi, titolare della galleria in vicolo Pescheria e grande appassionato dell’opera dell’artista clementino, continua la sua sequenza di esposizioni dedicate al maestro, dopo l’ultima organizzata nel dicembre 2011. Negli ultimi anni Moroni è oggetto di numerosi eventi espositivi importanti che lo coinvolgono. Vanno ricordate, tra le altre, le mostre a Santarcangelo di Romagna nel 2001 E’ circal de giudeizi curata da Simonetta Nicolini, nello stesso anno a San Mauro Omaggio a Moroni curata da Mario Pazzaglia, nel 2002 a Casa Moretti a Cesenatico ...e giù in fondo al mare curata da Manuela Ricci e Simonetta Nicolini, nel 2005 la retrospettiva a lui dedicata nelle sale della Raccolta Lercaro di Bologna, curata da Marilena Pasquali direttrice della Raccolta e del Museo Morandi e infine, nel 2010 al Musas di Santarcangelo di Romagna Federico Moroni pittore curata da Silvia Baldini e Orlando Piraccini.

Il segno grafico di “Rigo”, come lo chiamano affettuosamente gli amici, è “sporco”, ripetuto, insistito, fino al raggiungimento del risultato voluto. Disegnare senza cancellare mai è la tecnica mutuata con Renzo Vespignani, l’artista romano a lui molto vicino nel primo dopoguerra ed è interessante vedere come le iniziali contaminazioni fra i due, si diluiscano nel tempo e si differenzino progressivamente facendo emergere le differenti personalità dei due autori. Con l’inserimento della tinta e del colore su un disegno solido e fortemente espressivo, Moroni crea dei capolavori che lo collocano fra gli artisti dotati di maggiore talento nello scenario italiano del secolo scorso. La mostra alla “Pesaresi” raccoglie opere molto selezionate, eseguite durante tutto l’arco della sua vita artistica. I soggetti esposti sono quelli tipici dell’autore, dai treni ai ciclisti, ai suonatori di jazz, ai bandisti, alle bagnanti e a tutte le “cose perdute” che fanno parte del suo immaginario poetico. Alcune di esse sono “storicizzate” perché già esposte in altre occasioni. Fra queste, risalta la splendida Stiratrice del 1977, protagonista assoluta della mostra nel Palazzo del Podestà di Rimini La donna e il lavoro nelle collezioni riminesi del Novecento, esattamente un anno fa, l’8 marzo del 2013, e la natura morta con boccette, flaconi e “mozzetto” di Scarperia, esposta a Santarcangelo nel 2010.

La mostra resterà aperta fino al 22 marzo. Orario feriali: 10-12.30 e 16-19. Festivi: 10.30-12.30. (s.s.)

Info: 333 9562875

 

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