Domenica 11 Dicembre 2016 | 05:09

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Sorrentino e Fellini le nostre grandi bellezze

Dal regista de "La dolce vita" al Premio della Fondazione: un sottile filo rosso lega il premio Oscar a Rimini

Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino

RIMINI. Ha dedicato a Federico Fellini, «una delle mie fonti di ispirazione», insieme a Martin Scorsese, Talking Heads e Maradona, il suo Oscar a La grande bellezza, premiato come miglior film straniero.

Grazie al regista campano Paolo Sorrentino, dopo quindici anni l’Italia torna sul tetto di Hollywood, e in questa vittoria c’è anche un po’ di Rimini. O forse, anche più di un po’. Sei gradi di separazione (tanto per scomodare la teoria dello scrittore ungherese Frigyes Karinthy) uniscono il film premiato alla città romagnola. Primo, perché alla Dolce vita del regista riminese, e ancor più a Fellini e alla sua grandiosa opera, si ispira il film che ha trionfato la notte scorsa al Dolby Theatre di Los Angeles. E questo già basterebbe per rendere la città felice e orgogliosa. Secondo, perché a Paolo Sorrentino, già nel 2010 è stato assegnato dalla Fondazione intitolata al maestro il Premio Fellini. L’allora direttore Paolo Fabbri «volle fortemente quel riconoscimento per un autore ancora molto giovane e dunque anomalo rispetto alla filosofia del premio, fin lì incardinato su registi già consacrati» sottolinea Carlo Bulletti, assessore alla Cultura della Provincia di Rimini.

Terzo e quarto punto, Serena Grandi e Raffaella Carrà. L’attrice bolognese ha infatti recitato una piccola parte ne La grande bellezza e proprio al termine delle riprese è tornata a vivere a Rimini, dove ha aperto un ristorante insieme al figlio. Si chiama La locanda di Miranda, come il film di Tinto Brass che esalta le sue forme generose.

Di Raffaella Carrà (bellariase d’adozione) e Bob Sinclair è invece la canzone A far l’amore comincia tu che apre il film con una scena in cui tutti ballano.

Quinto: anche Sorrentino, come il riminese Fellini, è uno dei pochi registi italiani premiati a Hollywood dall’Academy Awards: al grande Federico i riconoscimenti sono andati per La strada (1957), Le notti di Cabiria (1958), (1963), Amarcord (1974); nel 1993 è arrivato il Premio alla carriera (1993).

Sesto: a Martin Scorsese, peraltro presente in sala per il suo The wolf of Wall Street (candidato tra i miglior film) e citato da Sorrentino, è stato assegnato nel 2005 a Rimini il Premio Fellini in un cinema Fulgor pieno come solo nelle grandi occasioni.

Al nuovo premio Oscar arrivano anche i complimenti di Andrea Gnassi e Carlo Bulletti, rispettivamente sindaco e vice presidente della Provincia di Rimini. Così Gnassi su Twitter: «La grande bellezza. Complimenti a Sorrentino, premio Fellini a Rimini nel 2010. Un Oscar nel segno del Maestro 50 anni dopo ». Non nasconde la propria soddisfazione Bulletti: «Mettiamola così: poche ore fa a Los Angeles, accanto a Paolo Sorrentino, tutto il mondo ha potuto notare la presenza discreta, lì sul palco, del riminese Fellini. Lo ha notato nelle emozionate parole del regista, lo ha notato nella singolare coincidenza temporale: il film di Sorrentino si aggiudica l’Academy Award esattamente 50 anni dopo l’analogo riconoscimento per uno dei capolavori del Maestro, ». Che dire: una “grande soddisfazione”.

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