Mercoledì 22 Novembre 2017 | 02:35

IL RACCONTO

Michela Montebelli vince “Scritti da ridere”

Il testo della riminese si aggiudica la prima edizione del concorso per racconti brevi umoristici

Michela Montebelli vince “Scritti da ridere”

SAN MARINO. “Primo contatto” di Michela Montebelli, giovane scrittrice riminese, si aggiudica la prima edizione del concorso per racconti brevi umoristici “Scritti da ridere”. Un racconto fantascientifico in cui, grazie a una interferenza radio, una operatrice di call center sventerà l’invasione da parte di una nave aliena. La giuria di qualità composta da Paolo Cananzi (cabarettista e autore comico), Roberto Mercadini (autore e attore teatrale), Gianni Bardi (autore e attore comico), Giorgio Arcari (insegnante di scrittura e presidente dell’associazione Il Grafema) e Paolo Rondelli (direttore degli Istituti Culturali di San Marino) ha premiato l’autrice di Rimini che ha superato gli altri due finalisti Gloria Virginia Togni di Novafeltria (RN), seconda classificata, e Ettore Zonzini (San Marino), terzo classificato.

Ed ecco il racconto vincitore.

PRIMO CONTATTO

di MICHELA MONTEBELLI 

 

E così tu sei la Terra.

Conosco tutto di te, ho passato anni a studiarti; potrei recitare a memoria i nomi di tutte le specie che ti popolano e di quelle che ti sei persa per strada.

Eppure, vista dall’astronave, i tuoi colori mi sorprendono.

Tutto quel verde, il bianco dei Poli. Fin troppa acqua per i nostri gusti, ma ci adatteremo. D’altronde, la situazione su Crysos non ci lascia altra scelta: dobbiamo trovare un nuovo pianeta da colonizzare.

Avvicino la testa all’oblò. Schiaccio il naso sul vetro, dovrei dire. Se avessi un naso.

Non immagini quanto mi sia documentato sui tuoi abitanti. Minuscoli, con una testolina dai processi basilari, due antenne ridicole e quella pelle così sottile, a volte di un rosa davvero raccapricciante.

Posso quasi vederli, i terrestri. Lì sotto, a zampettare ovunque, simili ai loro insetti.

«Xavir, piantala con le meditazioni e vieni ad aiutarmi.»

La voce di Aster è gracchiante; di solito usiamo la telepatia, ma allenarci alla comunicazione verbale fa parte dei preparativi. Termini semplici, dobbiamo accertarci che laggiù capiscano. Sarà dura, le loro menti sono poco sviluppate.

«È ora?»

«Sì, siamo abbastanza vicini da intercettare i canali di comunicazione.» Raggiungo i comandi e avviamo la sequenza di chiamata.

Speriamo di evitare una guerra, sarebbe uno spiacevole spreco di tempo.

Il suono della sirena ci blocca a metà: qualcuno sta cercando di contattarci.

«La schermatura non ha funzionato, ci hanno individuati!»

«Spostati, lascia fare a me.» Quando è così agitato non lo capisco nemmeno io con la telepatia, figuriamoci se possono arrivarci loro.

Schiaccio il pulsante, mi schiarisco la voce e inizio.

«Qui parla Xavir Di Ypsoas, vengo in pace dal pianeta Crysos.»

 «Buongiorno,  sono  Veronica  di  Telefono  Libero  Plus,  la  chiamo  per  offrirle  una  nuova promozione per internet e telefoni fissi e mobili. Mi dice al momento che servizio utilizza?» Non riconosco né la stirpe, né il codice. Aster si fionda sui manuali.

«Ehm, dicevo, vengo in pace con il mio compagno…»

«Ottimo, abbiamo una formula Family che troverete senz’altro interessante. Il canone mensile è minimo e include telefonate illimitate a tutti i numeri fissi. Se mi dice la sua tariffa attuale avvio una simulazione di risparmio.»

Niente, non riesco ad articolare alcun suono.

Capto il pensiero di Aster: Continua, non ho ancora trovato nulla.

«Po-portiamo un messaggio dell’Imperatore.»

«Qual è l’operatore? Scusi, ma la sento un po’ metallico. Comunque per i messaggi non ci sono problemi, ne offriamo trecento gratis verso tutti i numeri, stavo giusto per dirlo.»

«Imperatore. Siamo qui a nome dell’Imperatore di Crysos.»

«La sento male. Quanto paga per internet?»

«Io… Io non sono autorizzato a dare nessuna informazione.»

«Ah, scusami tesoro, non avevo capito. Mi passi il papà o la mamma, che devo proporre un affare importante?»

Stanno cercando di impossessarsi della mia mente.

Schiaccio d’istinto il pulsante per chiudere la linea e schizzo lontano dai comandi.

Hanno  usato  un  linguaggio  criptato  per  metterci  alla  prova,  è  evidente  che  li  abbiamo sottovalutati. Le informazioni che abbiamo non sono sufficienti.

La sirena si attiva di nuovo, Aster ci si lancia sopra e stacca l’intero blocco di comunicazione. Tira in fretta le leve dei motori. Troppo in fretta, l’inclinazione è sbagliata. Ci contendiamo i comandi, l’astronave parte a zigzag, riusciamo a stento a riprendere la rotta.

Dobbiamo rientrare e sospendere i preparativi di conquista, almeno fino a quando non avremo decodificato tutto.

Sono scosso. Mi tremano le ginocchia, dovrei dire. Se avessi le ginocchia.

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