IL PERSONAGGIO

Un po’ turbolento, un po’ Marlon Brando: tutti pazzi per Alan

Da “Provaci ancora prof” al “Paradiso delle signore”: un riminese "felliniano" senza confini

Un po’ turbolento, un po’ Marlon  Brando: tutti pazzi per Alan


RIMINI. Alan Cappelli Goetz, classe 1987, padre italiano e madre belga, ha vissuto a Rimini dalla primissima infanzia fino ai 18 anni. Dopo aver frequentato le scuole Ceis e Maestre Pie, è partito alla volta di Roma dove, insieme alla sua fidanzata dell’epoca, Chiara Martigiani, è entrato al Centro sperimentale di cinematografia per prendere la strada della recitazione. Il trampolino di lancio è stata una pubblicità diretta Gabriele Muccino nel 2009 e nello stesso anno ha partecipato come controfigura di Robert Pattinson alle riprese girate a Montepulciano di Twilight. New moon. La popolarità lo ha raggiunto tra il 2011 e il 2012, quando tutti gli italiani hanno potuto conoscerlo e seguirlo nella fiction di Rai 1 Tutti pazzi per amore, e da lì ha preso parte a importanti produzioni, anche straniere (tra queste Ben-Hur e Zoolander 2 del 2016). Il 2017 è cominciato con le fiction Amore pensaci tu (Canale 5) e Sorelle della Rai, e in questi giorni è tornato su Rai 1 con Provaci ancora prof 7 e Il paradiso delle signore 2.
Alan, che ruoli interpreta in queste serie?
«In Provaci ancora prof sono Vasco, un ragazzo turbolento che è stato in prigione e, mentre frequenta un corso per prendere il diploma, si invaghisce della sua professoressa (Veronica Pivetti). Si va quindi a unire ai due storici contendenti (Enzo Decaro, l’ex marito, e Paolo Conticini, il nuovo compagno) ma nel corso delle puntate ci saranno molti colpi di scena legati al suo passato che inevitabilmente tornerà».
«Invece ne Il paradiso delle signore – continua – ho una parte totalmente differente perché Leo è il classico ragazzo che vive di sogni e passioni. Incontra la commessa Silvana e insieme partecipano al provino per interpretare a teatro Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams e vengono presi. Essendo ambientato negli anni ’50, il punto di riferimento per quella pièce è l’interpretazione di Marlon Brando, quindi il mio personaggio ha tutto il diritto di “scimmiottarlo” e questa cosa mi diverte molto».
Quali differenze ha notato tra la televisione e il cinema?
«Per un attore la cosa più importante è in primo luogo recitare e trovare le condizioni giuste per farlo. Mentre reciti stai sempre bene. Però la differenza sostanziale tra i due ambiti sono le risorse economiche che si riflettono sui tempi di lavoro: nelle fiction si recita in maniera più istintuale e spesso si ricorre al “buona la prima” per via dei tempi ristretti. La fiction è sicuramente il linguaggio di domani ma credo che bisognerebbe puntare ancora di più sulla qualità come si fa già sulla quantità. L’Italia dovrebbe ispirarsi a modelli francesi o inglesi (per non dire americani)».
Nel corso della sua carriera ha preso parte anche alla produzione del documentario “Harry’s bar” (presentato nel 2015 alla Mostra di Venezia). Nel suo futuro, oltre alla recitazione, vede anche la scrittura?
«Scrivere mi piace molto e ho già altro materiale pronto che per ora tengo fermo. Credo che anche per i documentari la televisione italiana dovrebbe ricominciare a osare, a stupire, per educare i propri spettatori, proprio come è stato all’inizio. Al momento sto recitando nella produzione della fiction I Medici che andrà in onda su Rai 1 nel 2018 e sto aspettando che esca il film Il confine di Carlo Carlei».
Quali sono i posti di Rimini a cui è più affezionato?
«Da molto tempo vivo a Roma ma a Rimini è rimasta la mia famiglia, quindi ci torno appena posso. Viaggio molto e, oltre al lavoro, amo coltivare al meglio i momenti e i valori della mia vita. Per questo, dopo una breve parentesi a Los Angeles, dove tutto si basa sullo show business, ho scelto di tornare in Europa. A Rimini ne approfitto per coltivare la mia passione per il kitesurf e sicuramente uno dei miei posti preferiti è il Grand Hotel che ormai vivo in maniera un po’ “felliniana”. Da ragazzino ho lavorato lì come salvataggio nella piscina e sulla spiaggia, così ho conosciuto tutti gli ospiti, provenienti da varie parti del mondo, che lo frequentano d’abitudine e ogni estate quando torno vado a trovarli trascorrendo con loro dei bellissimi momenti. Quando sono lì mi sento ormai come a casa!».

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