Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 09:38

RICCIONE

Dighero apocalittico: «Siamo in crisi? Rimbocchiamoci le natiche»

Parla l'attore genovese, questa sera sul palcoscenico del Teatro del Mare

Dighero apocalittico: «Siamo in crisi? Rimbocchiamoci le natiche»

RICCIONE. L’attore genovese Ugo Dighero lancerà questa sera (sipario ore 21.15) il suo monito anticrisi: Rimbocchiamoci le natiche! dal Teatro del Mare di Riccione.

Dopo gli “Avanzi” della Dandini, i Broncovitz, “Mai dire…” della Gialappas, le collaborazioni con Maurizio Crozza e le fiction tv più popolari (“Un medico in famiglia”, “Ris delitti imperfetti”), il comico torna in teatro da solista con uno spettacolo apocalittico in cui si incontreranno i Maya, il ritorno del Messia, il petrolio, la bella addormentata e altre favole riviste.

In che modo, Dighero?

«Rimbocchiamoci le natiche! è un consiglio pratico per ciò che ci sta arrivando addosso per il futuro. Del resto abbiamo un allenamento più che ventennale, quindi l’augurio è quello di essere in grado di superare anche questo periodo».

In scena fa parlare personaggi semplici come Pino il muratore, che in realtà trasmettono messaggi autentici, quasi filosofici...

«Nella situazione in cui ci ritroviamo, le persone semplici sono totalmente paralizzate. Hanno perso il filo del discorso e non sanno spiegarsi, ad esempio, questa crisi di governo, perché sono ancora legate al buon senso. Un tempo il conflitto di interessi non badava a discorsi arzigogolati, ma veniva tradotto nel semplice ed efficace detto: non chiedere all’oste com’è il vino. Qui Pino affronta addirittura la problematica dell’esistenza di Dio. Cristo, su invito del Padre, torna sulla terra e sceglie come popolo di riferimento i Democratici di sinistra, che però nel frattempo sono diventati moderati con evidente spostamento al centro. Prova a risollevare la situazione, ma non gliene va una dritta e quando moltiplica i pesci, viene arrestato dalla guardia costiera. Lo spettacolo poi si sofferma sul tema della giustizia e lascia spazio anche al pupazzo Gnappo, che racconta favole in chiave cinica e permette al pubblico di rilassarsi». L’ironia aiuta a cambiare il punto di vista?

«È l’unica cosa che serve. Il comico, se innesca il giusto meccanismo, arriva alla pancia delle persone, bypassando il cervello, ma riesce comunque per un attimo a far riflettere».

Nonostante le incursioni televisive, non ha mai abbandonato il palco teatrale. Quali spettacoli le hanno permesso di dare il meglio di sé?

«La nonna dell’autore argentino Roberto “Tito” Cossa, Look Up America di Marco Melloni e l’ultimo Servo per due con Pierfrancesco Favino, che ha avuto un grande successo e replicheremo ancora. Venendo dal teatro e anche per il mio carattere, ho sempre pensato che il talento servisse e dovesse dare riscontri. Poi magari ti accorgi che non basta, ma questa cosa mi ha sempre protetto». Cosa la attende per il 2014?

«La scorsa estate ho preso parte alle riprese della fiction Era santo, era uomo, ispirato all’omonimo libro di Lino Zani, la guida alpina testimone dell’eccezionale rapporto di Papa Wojtyla con la montagna. Il protagonista sarà Aleksej Gus’kov (conosciuto per il film “Il concerto”), mentre io interpreterò il cardinale assistente di Wojtyla».

Nel pomeriggio, alle 18.30, nella serra Sicomoro dell'arboreto Cicchetti aperitivo bio in compagnia di Ugo Dighero.

Info: 0541 690904

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