radical face a rimini

Musica e immagini in una eclissi di sole e luna

L’intervista a Ben Cooper, cantautore di Jacksonville

di GIANNI ARFELLI

24/08/2017 - 13:55

Musica e immagini in una eclissi di sole e luna

RIMINI. Dopo The Divine Comedy e Billy Bragg, la rassegna “Percuotere la mente” continua a portare in Italia eccellenti musicisti, magari non troppo noti nel nostro paese, ma decisamente degni di attenzione: il prossimo è Radical Face, nome d’arte di Ben Cooper, alla Corte degli Agostiniani questa sera alle 21.15. Il cantautore di Jacksonville, Florida, dopo gli esordi nel decennio scorso in alcune band di pop elettronico, come solista ha dedicato quasi l’intera carriera a un singolo progetto: “The family tree”. In tre album (“The roots”, “The branches” e “The leaves”, cioè le radici, i rami, le foglie) e quattro Ep (“The bastards” cioè i bastardi, volume 1, 2, 3 e 4), questo concept racconta i personaggi dell’albero genealogico di un’immaginaria famiglia del diciannovesimo secolo: i Northcotes.


Come mai un progetto così esteso?
«Quando l’ho cominciato non credevo sarebbe durato così a lungo; avevo in mente un progetto triennale, ma poi mi ha preso otto anni. Direi che è stato piuttosto casuale».


Il nuovo Ep “SunnMoonnEclippse” è molto diverso, sia musicalmente, con l’inserimento dell’elettronica che aveva caratterizzato la sua gioventù, che nei testi, non più legati ad un racconto: è l’inizio di un nuovo progetto?
«Il disco è nato perché ero stufo di “Family tree”, così ho buttato giù un po’ di pezzi nuovi, e ne ho scelti tre, ma non ho fatto grandi ragionamenti, tanto che il titolo non è altro che i tre nomi dei brani uniti. Avevo solo voglia di qualcosa di diverso, più breve, e l’ho fatto».


Effettivamente la forma breve dell’Ep con tre-cinque pezzi sembra piacerle molto.
«È un po’ come una raccolta di racconti invece di un romanzo: impegna meno sia chi scrive che chi legge. È un formato che consente di sperimentare, e buttare giù qualche idea nuova che può diventare interessante per il pubblico, magari l’inizio di qualcosa di più vasto».


Anche in questo suo lavoro la parte visuale è molto curata, con le visionarie foto rielaborate da Gordon McBryde: tiene molto all’immagine?
«Prima di cominciare a cantare mi occupavo di foto e illustrazione, ma non ero molto bravo, così quando ne ho avuto la possibilità, ho cercato qualcuno che lo facesse per me. Continuo a fare schizzi anch’io, ma non li pubblico, e nel tempo libero mi piace occuparmi di arte visuale, che siano film o musei».


Il suo legame con l’immagine è forte, infatti molti dei suoi brani sono stati usati come colonna sonora di spot, film e serie tv: come lo spiega?
«Ho ascoltato tanta musica da film nella mia vita: probabilmente qualcosa di cui si accorgono i registi è filtrato nei miei brani. Ne sono lusingato, e prima o poi vorrei scrivere qualcosa di specifico, una vera colonna sonora».


Spesso lei viene presentato come «l’autore della musica dello spot Nikon»: la infastidisce?
«Questo è curioso, perché quello spot non è mai stato trasmesso in Usa, quindi è una cosa che riguarda solo certe parti del mondo. Non mi dà fastidio, perché penso che l’importante è che la mia musica arrivi a più persone possibile, a prescindere da con che mezzo».


Per concludere ci può anticipare qualcosa del concerto che vedremo in Italia?
«Sarò con la mia band di cinque elementi: la cosa curiosa è che usiamo un sacco di strumenti, elettrici e acustici, tra cui violoncello e piano, e ce li scambiamo. Cerchiamo di stabilire un’atmosfera allegra e amichevole, scherziamo parecchio, come fossimo in casa di amici».

www.sagramusicalemalatestiana.it. Biglietti a 18 euro

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