Sabato 19 Agosto 2017 | 07:23

L'ANNIVERSARIO

Nel nome del grande Malatesta

I primi due giorni di celebrazione dei 600 anni dalla nascita

Nel nome del grande Malatesta

RIMINI

La nascita dell’Umanesimo? Più o meno coeva a Sigismondo Pandolfo Malatesta, il grande condottiero riminese vissuto tra il 1417 e il 1468, ovvero 600 anni fa. Le celebrazioni per la sua nascita prenderanno il via lunedì 19 giugno.

Come un poliedro la personalità di Sigismondo offre numerose facce e risvolti che hanno ispirato le stesse celebrazioni a declinarsi lungo un periodo più ampio della semplice ricorrenza, sicché il seicentesimo anniversario della nascita si estenderà, in un arco di manifestazioni che durerà più di un anno, ricongiungendosi al cinquecentocinquantesimo dalla morte (9 ottobre 2018). Lungo questo periodo si animeranno manifestazioni a partire da tre direttive: la mente, il corpo e il cuore.

Isotta degli Atti

E proprio dal cuore si inizia. Il suo amore per Isotta degli Atti ha ispirato sonetti e poemi che, usando metafore mitologiche e allegorie favolose, ci restituiscono il racconto di un sentimento ideale e simbolico. Il 19 Castel Sismondo alle ore 21 ospiterà la presentazione del libro di Oreste Delucca dedicato a Isotta degli Atti (Bookstones Edizioni), incontro che farà da prologo a “Il Sigismondo non si è fermato mai un momento”, reading di Marina Massironi, monologo per voce femminile scritto da Lia Celi e Andrea Santangelo, che proporrà testi in cui immagina un’Isotta contemporanea, ironica e del tutto inedita.

Attacco al castello

La sera del compleanno si chiuderà con uno spettacolo di luci e fuochi, che darà il via all'anno e mezzo di celebrazioni. Davanti al pubblico che nella serata di lunedì a partire dalle ore 23 si troverà in piazza Malatesta, un inaspettato “attacco” al castello darà inizio a un incendio di luci colorate, fumi e cascate di fuoco dalle mura che, senza scoppi ma al suono della musica, ricorderanno uno dei ruoli in cui Sigismondo eccelleva, quello di uomo d’arme. La Corte del Castello sarà aperta a partire dalle ore 20. Ad introduzione della serata alcuni spazi riprenderanno vita come ai tempi di Sigismondo attraverso le ricostruzioni delle associazioni culturali riminesi Compagnia di S. Martino e Imago Antiqua.

Martedì 20 giugno altri appuntamenti completeranno idealmente le prime giornate delle Celebrazioni: un annullo filatelico speciale di Poste Italiane per il seicentesimo di Sigismondo attenderà gli appassionati in piazza Cavour al Palazzo del Podestà dalle ore 10.30 alle ore 15.30.

La pietra restituita

Sempre piazza Cavour alle ore 15 dello stesso giorno ospiterà una singolare cerimonia: “La pietra restituita”. All’indomani dei bombardamenti, nella primavera del 1944, quando forse ancora nessuno stava pensando alla ricostruzione del Tempio Malatestiano, Luigi Varoli (Cotignola 1889-1958), singolare figura di artista e di didatta, si trovava a Rimini e caricò sul suo carretto una pietra, raccolta tra le macerie della chiesa progettata da Leon Battista Alberti e voluta da Sigismondo Malatesta. Dopo la morte di Varoli, il Comune di Cotignola ricevette in lascito tutti i beni dell’artista e ora, in occasione delle celebrazioni, restituisce a Rimini quel piccolo e simbolico frammento di Tempio. La ricostruzione dell’evento sarà in collaborazione con l'associazione Zeinta di Borg.

Ancora il 20 nella Corte di Castel Sismondo dalle ore 21, in scena il “Momo di Leon Battista Alberti. Romanzo sull’insania umana”, da un progetto di Alberto Giorgio Cassani. Adattamento e regia di Gianfranco Tondini, Musiche composte ed eseguite da Giovanni Dal Monte, con intervento di Massimo Cacciari.

Il “Momus” di Leon Battista Alberti, romanzo satirico rimasto per secoli semiclandestino, chiuderà queste prime giornate dedicate a Sigismondo Malatesta che faranno da prologo alle iniziative dei prossimi mesi.

L’ingresso a tutte le manifestazioni è libero.

www.comune.rimini.it

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